Per un cittadino comune orientarsi tra determine, delibere, ordinanze e variazioni di bilancio può trasformarsi in un percorso ad ostacoli. I documenti amministrativi sono pubblici, certo. Ma spesso risultano difficili da trovare, complessi da leggere e quasi impossibili da comprendere fino in fondo senza competenze tecniche o tempo da dedicare.
È proprio da questa distanza — tra ciò che viene deciso nelle “stanze dei bottoni” e la reale possibilità dei cittadini di comprenderlo — che nasce un esperimento civico originale a Caselle Torinese.

Un annuario per raccontare l’amministrazione quotidiana
L’idea porta la firma di Paolo Barberi, ingegnere e cittadino convinto che la trasparenza amministrativa non possa limitarsi alla pubblicazione degli atti online. Deve diventare comprensione condivisa, accessibile e concreta.
Così prende forma “Atti Illustrati 2025”, un annuario unico nel suo genere che racconta un intero anno di attività amministrativa del Comune attraverso immagini ispirate ai manifesti civici degli anni Cinquanta.
Non è satira.
Non è propaganda politica.
Non è neppure un manuale tecnico.
È piuttosto un progetto editoriale e civico che prova a rendere visibile ciò che normalmente resta invisibile.

Dalla determina all’illustrazione: la traduzione visiva della burocrazia
Ogni tavola nasce da un lavoro preciso e rigoroso: la lettura integrale di un atto ufficiale. Determine dirigenziali, delibere di giunta e consiglio, ordinanze, avvisi pubblici, affidamenti di incarichi, variazioni di bilancio.
L’azione amministrativa viene quindi tradotta in linguaggio visivo, mantenendo fedeltà ai contenuti originali ma introducendo una dose di ironia misurata e rispetto istituzionale.
Il risultato è così un racconto continuo e sorprendentemente umano dell’ordinario amministrativo. Dentro quelle pagine prendono forma decisioni che, prese singolarmente, possono sembrare marginali ma che nel loro insieme disegnano il volto concreto di una città: la manutenzione di una strada che cambia la sicurezza di un quartiere, l’assegnazione di un incarico professionale che avvia un progetto, l’aggiornamento di inventari comunali che riflette la gestione del patrimonio pubblico, la concessione di contributi ad associazioni e iniziative locali, la chiusura temporanea di una via per lavori o eventi, fino alle modifiche degli equilibri di bilancio che determinano priorità e direzioni politiche.
Sono scelte quotidiane, spesso silenziose, raramente raccontate. Eppure rappresentano la vera sostanza del governo locale: il livello più vicino ai cittadini, quello in cui l’amministrazione smette di essere un concetto astratto e diventa esperienza concreta.
Da qui nasce anche una riflessione più ampia, politica e amministrativa insieme, sul significato reale della trasparenza. Negli ultimi anni le normative hanno moltiplicato gli obblighi di pubblicazione per gli enti locali, rendendo gli atti teoricamente accessibili a tutti. Ma pubblicare non significa automaticamente coinvolgere. La disponibilità dei documenti online non garantisce, da sola, partecipazione democratica né consapevolezza civica.
Nella pratica, infatti, molti cittadini si trovano di fronte a ostacoli tutt’altro che marginali. Spesso non sanno dove cercare gli atti o come orientarsi tra sezioni, link e archivi digitali. Quando riescono a trovarli, si scontrano con un linguaggio tecnico-giuridico complesso, stratificato, poco immediato. E soprattutto fanno fatica a collegare una determina o una delibera alle conseguenze concrete sulla propria vita quotidiana: al traffico sotto casa, ai servizi disponibili, alle opportunità per il territorio.
È proprio in questo spazio — tra accesso formale e comprensione reale — che si inserisce l’esperimento narrativo e visivo degli “Atti Illustrati”. Un tentativo di trasformare la trasparenza da adempimento burocratico a esperienza condivisa.
“Atti Illustrati 2025” si inserisce proprio in questo spazio: trasformare la trasparenza formale in trasparenza sostanziale.

Un archivio visivo e civico nato dal basso
Il progetto prende forma all’interno di Ticronometro.com, una piattaforma civica nata con l’obiettivo di leggere, seguire e raccontare nel tempo reale l’attività amministrativa locale. Non un semplice sito informativo, ma uno spazio di osservazione e interpretazione dei processi decisionali che attraversano la vita quotidiana di una comunità.
In questo contesto, l’annuario assume un significato che va oltre la dimensione editoriale. Diventa prima di tutto un esperimento di trasparenza creativa, capace di affiancare agli strumenti tradizionali di pubblicazione una modalità narrativa più accessibile e coinvolgente. Allo stesso tempo si configura come un vero e proprio archivio visivo dell’azione amministrativa, una memoria per immagini di decisioni, procedure e interventi che normalmente restano confinati nelle pagine dei documenti ufficiali.
Ma c’è anche una dimensione educativa, forse la più significativa. Senza dichiararsi manuale o guida istituzionale, il progetto finisce per trasformarsi in uno strumento di educazione civica informale, che accompagna il lettore a familiarizzare con il funzionamento concreto della macchina comunale. Infine, l’annuario si presenta come un oggetto editoriale originale, capace di unire due mondi raramente messi in dialogo: quello dei documenti pubblici e quello dell’illustrazione, dando vita a una forma di racconto
Le immagini non sostituiscono gli atti ufficiali.
Li accompagnano.
Li rendono più vicini.
Invitano a leggerli davvero.

Per chi è “Atti Illustrati 2025”?
L’annuario si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, proprio perché nasce con l’ambizione di ridurre la distanza tra amministrazione e comunità. Può interessare innanzitutto i cittadini curiosi, quelli che desiderano capire davvero come funziona il proprio Comune, cosa si decide ogni giorno e in che modo queste decisioni incidono sulla vita collettiva.
Ma è uno strumento che può parlare anche agli amministratori e ai funzionari pubblici, sempre più chiamati a sperimentare nuove forme di comunicazione istituzionale per rendere comprensibili processi complessi e rafforzare il rapporto di fiducia con il territorio. Allo stesso tempo rappresenta una lettura stimolante per studenti di diritto, scienze politiche e comunicazione, che possono osservare da una prospettiva inedita il funzionamento concreto della macchina amministrativa.
In fondo, però, il libro si rivolge soprattutto a chi condivide una convinzione semplice ma decisiva: che la partecipazione democratica non possa esistere senza comprensione, e che conoscere ciò che accade nelle istituzioni sia il primo passo per sentirsi davvero parte di una comunità.
Perché l’amministrazione pubblica non è un’entità astratta.
È fatta di decisioni quotidiane, spesso ripetitive, ma decisive per la qualità della vita urbana.

Quando leggere un atto diventa cittadinanza attiva
Il messaggio finale è semplice ma potente: anche l’ordinario amministrativo merita memoria, racconto e attenzione.
In un’epoca in cui la distanza tra istituzioni e cittadini viene spesso percepita come inevitabile, iniziative come questa dimostrano che la trasparenza può essere progettata, raccontata e resa accessibile.
E che, a volte, guardare davvero un atto pubblico — capirlo, discuterlo, condividerlo — può diventare il gesto più concreto di cittadinanza attiva.
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