Caselle Torinese si prepara a rinnovare uno degli appuntamenti più sentiti e identitari del calendario locale: la Festa di Sant’Antonio Abate, in programma domenica 11 gennaio. Un evento che non è solo celebrazione religiosa, ma simbolo profondo di appartenenza, memoria e tradizione contadina, tramandato di generazione in generazione.
Da sempre Sant’Antonio Abate è il protettore dei campi, degli animali e del lavoro agricolo, e la sua festa rappresenta un momento irrinunciabile per la comunità casellese, che ogni anno si ritrova per invocare protezione sui raccolti, sulle case e sugli animali.
Il programma della giornata prenderà il via alle 9.30 con il ritrovo in Piazza Merlo, seguito alle 10.30 dalla Santa Messa e dalla tradizionale benedizione dei frutti della terra, gesto simbolico che lega fede e lavoro quotidiano. Alle 11.30 uno dei momenti più attesi: la benedizione dei mezzi agricoli e degli animali, cuore autentico della festa, capace di richiamare famiglie, allevatori e curiosi.
I Priori 2026, Francesco Nepote Fus e Stefano Giubergia, hanno voluto dedicare la manifestazione alla madrina Adriana Chiabotto e al padrino Riccardo Costa Medic, sottolineando il valore comunitario e partecipativo dell’evento.
La giornata si concluderà alle 13 con il pranzo conviviale presso la Palatenda del Prato Fiera, accompagnato da intrattenimento musicale e dalla consueta sottoscrizione a premi. Il pranzo, come da tradizione, è su prenotazione obbligatoria: Francesco 333 868 7963 - Stefano 329 304 5009 - Riccardo 339 616 3420.
In un tempo che corre veloce, la Festa di Sant’Antonio Abate resta una tradizione irrinunciabile, capace di unire sacro e profano, passato e presente, fede e territorio. Un patrimonio culturale vivo, che continua a parlare alle nuove generazioni senza perdere la sua anima autentica

