Dal 18 aprile al 27 settembre il Castello di Agliè ospita VITAE. Il sentimento della natura, la più ampia mostra mai dedicata all’artista Jessica R. Carroll. Un grande progetto espositivo che trasforma le sale storiche della residenza sabauda in un percorso immersivo dove scultura, installazione e paesaggio dialogano con i ritmi profondi del mondo naturale.
Curata da Alessandra Gallo Orsi, Elisabetta Silvello e Lorenza Salamon, la mostra propone una lettura intensa e poetica della ricerca di Carroll: non una semplice rappresentazione della natura, ma la sua traduzione in forme, strutture, movimenti collettivi e relazioni invisibili.
Una mostra che osserva la natura come organismo vivo
Nelle opere di Jessica R. Carroll la natura non è paesaggio decorativo, ma energia in trasformazione. Sciami, flussi migratori, geometrie spontanee e comportamenti collettivi diventano materia artistica. Api, anguille, acciughe, rane, vegetazione antica: ogni presenza animale o vegetale è letta come esempio di convivenza, adattamento e intelligenza condivisa.
Il percorso espositivo si sviluppa negli ambienti dell’Appartamento di Rappresentanza del Castello di Agliè, valorizzando il dialogo tra arte contemporanea e architettura storica.

Dalla percezione al mistero: viaggio nelle sale del Castello
Ad accogliere il visitatore, nel Salone delle Guardie d’Onore, è tredici modi di vedere un merlo, opera ispirata alla celebre poesia di Wallace Stevens Thirteen Ways of Looking at a Blackbird. Il tema è quello della percezione: la realtà naturale cambia secondo lo sguardo di chi osserva.
Nella Sala dei Valletti il protagonista diventa il mondo delle api. Nei dieci altorilievi della serie La vie des Abeilles, scolpiti in marmo bianco, Carroll racconta la perfetta organizzazione dell’alveare: operosità, ruoli distinti, cooperazione, equilibrio. Un richiamo potente anche alla simbologia barocca delle api, emblema di disciplina e armonia.
La Biblioteca ospita invece Verde Pisello, installazione monocromatica che avvolge lo spazio in una vibrazione cromatica dedicata alla crescita, alla memoria e al tempo.
Nel Teatrino prende forma L’ottovolante, struttura in ottone sospesa che richiama la danza delle api, linguaggio con cui indicano le fonti di nutrimento. Nello stesso ambiente, Concerto di rane e grilli orchestra una coralità silenziosa fatta di forme, altezze e ritmo visivo.
Il regno dell’acqua: anguille, acciughe e movimenti collettivi
Nel monumentale Salone di Arduino la mostra raggiunge uno dei suoi vertici scenografici. Qui domina la dimensione acquatica: centinaia di anguille in plexiglas costruiscono un flusso continuo che richiama rogge, canali e migrazioni.
Accanto, Fase opaca condensa in una sfera di marmo nero il ciclo vitale delle anguille, mentre Fuga traduce in bronzo il comportamento difensivo dei banchi di acciughe che si stringono in massa compatta per proteggersi dai predatori.
Sono opere che parlano di ecologia, ma anche di società umana: la forza del gruppo, la vulnerabilità individuale, la necessità della relazione.
Arte nei giardini: il paesaggio diventa parte dell’opera
Il percorso prosegue all’esterno, nei giardini del Castello di Agliè. Qui il paesaggio entra direttamente nella mostra.
La Panchina Alveare invita alla sosta e alla contemplazione, mentre I love you to trasforma il suono in esperienza sensoriale diffusa: un ronzio che raccoglie simbolicamente tutti i rumori della natura.
Le installazioni della serie Wheels sospendono anguille trasparenti nell’aria, come creature migranti in un ecosistema senza confini.
Laboratori, danza e biodiversità
Accanto alla mostra, un ricco calendario di appuntamenti amplia l’esperienza del pubblico con attività dedicate a famiglie, scuole e appassionati.
In programma: workshop di illustrazione naturalistica; sessioni di urban sketching; laboratori di osservazione dal vero; incontri sulla biodiversità; approfondimenti sul ruolo delle api negli ecosistemi; performance di danza contemporanea; cinema all’aperto negli spazi del castello.
Un’attenzione speciale è rivolta al rapporto tra arte e divulgazione scientifica, anche con il sostegno della Fondazione Federica Galli.
Aperture e orari: Musei aperti nei ponti di primavera, 25-26 aprile e 1-3 maggio 2026 – ingresso gratuito sabato 25 aprile e domenica 3 maggio

