Una sala piena, volti attenti, applausi caldi e quella sensazione rara e potente che solo i ritorni a casa sanno regalare. Giovedì sera Lombardore ha vissuto una serata speciale accogliendo uno dei suoi figli, Cristiano Trevisan, tornato nel paese dove è nato e cresciuto per presentare il suo romanzo d’esordio HIC.
Il salone di piazza don Lanterno si è riempito ben oltre le aspettative, registrando il tutto esaurito. Un pubblico partecipe, curioso, coinvolto non solo dalla storia raccontata nel libro, ma anche dalla storia personale dell’autore. Per Trevisan, magistrato di professione e scrittore per vocazione, è stato un momento intenso, quasi simbolico: condividere il primo passo nel mondo della narrativa proprio con la comunità che lo ha visto diventare uomo.
A dialogare con lui il collega Giorgio Potito, in un confronto autentico e fluido che ha alternato riflessioni sulla scrittura, aneddoti personali e incursioni nelle atmosfere cupe e affascinanti del romanzo. HIC è infatti un viaggio dentro una Torino gotica e inquieta, tra omicidi rituali, misteri e zone d’ombra dell’animo umano. Una città che si fa personaggio, scenario vivo e pulsante di tensioni psicologiche e suggestioni simboliche.
Nel racconto di Trevisan la scrittura emerge come un bisogno profondo, coltivato fin dall’adolescenza e rimasto a lungo in silenzio accanto alla responsabilità quotidiana del ruolo in magistratura. Poi, a un certo punto, l’urgenza di dare forma alle storie, alle intuizioni, alle emozioni. Così è nato HIC, un esordio che intreccia rigore e immaginazione, razionalità e mistero.
La serata ha assunto anche il valore di un momento istituzionale e comunitario. In prima fila il sindaco Rocco Barbetta, la vicesindaco Mara Franzoso, la consigliera regionale Paola Antonetto, il parroco don Stefano Teisa, insieme a una rappresentanza dei Carabinieri. Una presenza che ha sottolineato quanto la cultura possa diventare collante sociale e occasione di crescita collettiva.
Ma al di là dei saluti ufficiali e degli interventi, ciò che resterà impresso è l’atmosfera. Gli sguardi orgogliosi, le strette di mano, le copie del libro firmate con dediche personalizzate. Il senso di appartenenza che si è respirato in quella sala. Lombardore non ha semplicemente ospitato una presentazione letteraria: ha celebrato un ritorno, una conquista, una storia che parte da lontano ma continua a portare con sé le radici.
Con HIC, Cristiano Trevisan apre una nuova pagina del suo percorso umano e creativo. E lo fa nel modo più autentico possibile: tornando a casa.

