È scontro aperto sull’autovelox di Corso Francia. La Lega chiede lo spegnimento immediato dell’impianto e accusa l’Amministrazione comunale di aver mantenuto in funzione un dispositivo privo delle necessarie autorizzazioni prefettizie.
A sollevare il caso sono Laura Adduce, ex vicesindaco e capogruppo della Lega a Rivoli, e Fabrizio Ricca, capogruppo leghista in Regione Piemonte, che in una nota parlano di una situazione «finalmente chiarita» dopo la pubblicazione del decreto della Prefettura.
Secondo quanto dichiarato dai due esponenti del Carroccio, l’autovelox installato su Corso Francia non figurerebbe tra quelli autorizzati dall’Autorità competente. Un elemento che, sostengono «sgombera il campo da ogni dubbio» e rende necessario «un intervento immediato da parte del Comune».
“Non sicurezza, ma cassa”
La polemica è tutta politica. Adduce e Ricca non mettono in discussione il principio dei controlli sulla velocità, ma attaccano frontalmente le modalità con cui sarebbero stati gestiti.
«Garantire la sicurezza stradale è un’esigenza anche per noi, ma un conto sono le soluzioni ragionevoli, altro gli espedienti che il sindaco di Rivoli ha usato per troppo tempo per fare cassa» dichiarano.
Parole pesanti, che evocano uno dei temi più divisivi nel dibattito locale: l’utilizzo degli autovelox come strumento di prevenzione o come leva per incrementare le entrate comunali. Un’accusa che, in caso di impianto effettivamente non autorizzato, rischia di aprire interrogativi anche sul piano amministrativo e sulla legittimità delle sanzioni elevate.
Le delibere mai applicate
Nel mirino della Lega finisce anche la gestione precedente della vicenda. Secondo quanto riportato nella nota, una determina dirigenziale di revoca e alcune delibere promosse dalla passata amministrazione non sarebbero mai state applicate.
Ora, con l’atto formale della Prefettura, per i leghisti non ci sarebbero più alibi: l’impianto dovrebbe essere disattivato senza ulteriori rinvii.
Appello ai Comuni limitrofi
L’affondo si allarga oltre i confini cittadini. Adduce e Ricca invitano non solo il sindaco di Rivoli, ma anche gli amministratori dei Comuni limitrofi che avessero acceso impianti non autorizzati, a procedere con la rimozione immediata.
«È un atto dovuto nei confronti dei cittadini e della legge» concludono.
La palla passa ora all’Amministrazione rivolese, chiamata a chiarire ufficialmente la posizione dell’ente e lo stato dell’impianto di Corso Francia. Sullo sfondo resta una questione che, tra sicurezza e bilanci, continua a dividere la politica locale e a infiammare il dibattito pubblico.

