Pochi secondi, ma dal forte valore simbolico. Con il giuramento pronunciato davanti al Consiglio comunale, ai cittadini presenti e al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco Fabio Giulivi ha inaugurato ufficialmente il suo secondo mandato alla guida della città. Un rito istituzionale sempre capace di suscitare emozione, che questa volta ha segnato l'avvio di un mandato destinato a misurarsi fin da subito con un confronto politico acceso.
L'insediamento del nuovo Consiglio comunale, avvenuto ieri, lunedì 15 giugno, ha restituito infatti la fotografia di una Venaria che ha confermato alle urne la fiducia nella coalizione di centrodestra guidata da Giulivi, ma che vede un'opposizione determinata a incalzare la nuova Amministrazione sui dossier più delicati.
"Non siamo proprietari delle istituzioni"
Davanti al pubblico delle grandi occasioni, Giulivi ha prestato giuramento alla Repubblica e alla Costituzione, prima di illustrare le linee programmatiche del nuovo esecutivo. Un intervento dal chiaro profilo politico-amministrativo, costruito attorno a tre parole chiave: concretezza, fiducia e responsabilità.
«Oggi si apre una nuova fase della vita amministrativa di una città che cresce – ha dichiarato il sindaco –. Il programma non è un libro dei sogni, ma il naturale percorso già avviato. Il consenso ricevuto ci assegna il compito di governare, ma non ci autorizza a diventare proprietari delle istituzioni».
Un richiamo all'equilibrio istituzionale e alla misura nell'esercizio del potere che Giulivi ha posto al centro del proprio secondo mandato. «Rispetto e senso di responsabilità saranno la base del lavoro della giunta. Amministrare oggi significa pensare allo sviluppo della città e costruire le condizioni per affrontare le sfide dei prossimi dieci anni».
Nel suo intervento il sindaco ha inoltre allargato lo sguardo oltre i confini cittadini, richiamando il contesto internazionale segnato da cambiamenti climatici, conflitti e ricoluzione digitale che, secondo Giulivi, impongono anche alle amministrazioni locali una capacità di programmazione e visione strategica.
L'opposizione alza subito il livello del confronto
Se la maggioranza ha rivendicato il mandato ricevuto dagli elettori, dai banchi della minoranza sono arrivate le prime contestazioni sui ritardi amministrativi e sulle priorità della città.
Ad aprire il dibattito è stata la neo capogruppo del Partito Democratico, Rossana Schillaci.
«Tra le priorità c'è la necessità di una programmazione più attenta. I lavori per la mensa scolastica della Di Vittorio sono ormai in fase conclusiva, ma una gestione più lungimirante avrebbe dovuto reperire in tempo le risorse necessarie per rispettare i termini previsti».
Schillaci si è poi rivolta direttamente al presidente Cirio, presente in aula, riaccendendo il tema della Casa di Comunità.
«L'accordo di programma è stato realizzato soltanto in parte. Il servizio è stato trasferito provvisoriamente nel poliambulatorio di via Don Sapino, mentre la sede prevista era quella di via Silva. Chiediamo rassicurazioni concrete sui tempi di conclusione dei lavori».
Sulla stessa linea Mirco Repetto: «I problemi lasciati in città non sono stati cancellati dal voto e gli alibi sono finiti per tutti. Servono interventi urgenti sulle scuole e sulla sanità per quanto di competenza comunale, promuovendo servizi come una navetta verso il polo sanitario».
Nel mirino dell'opposizione anche il bilancio comunale, il futuro dell'Hub della Cultura e la gestione della biblioteca civica.
«Il silenzio sull'Hub della Cultura solleva interrogativi sulle modalità di gestione. Sulla biblioteca occorre un intervento deciso: le incertezze amministrative e l'assenza del contratto di servizio hanno prodotto discontinuità. Infine, il bilancio negativo di Asm richiede attenzione affinché i costi non ricadano sulle famiglie e sulla gestione degli asili».
Interventi ai quali la maggioranza non ha replicato nell'immediato, ma che delineano il clima dei prossimi Consigli comunali: un'opposizione pronta a esercitare un controllo serrato sull'azione amministrativa.
Il colpo di scena: Accorsi si dimette
La vera sorpresa della seduta inaugurale è arrivata dal consigliere Andrea Accorsi. Il candidato sindaco della Coalizione civica Senza Partiti ha annunciato le proprie dimissioni dal Consiglio comunale subito dopo l'insediamento. Al suo posto subentrerà Mimmo Dellisanti.
Una scelta inattesa che modifica gli equilibri interni alle minoranze già alla prima seduta della nuova consiliatura.
Carlomagno presidente del Consiglio comunale
Tra i passaggi istituzionali più significativi anche l'elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale. La maggioranza ha indicato Andrea Carlomagno, 36 anni, espressione di Venaria Riparte, che ha ottenuto i voti favorevoli della coalizione di governo.
Vicepresidenti saranno Michelangelo Matteucci, in quota Lega, e Mirella Depretis, indicata dal Partito Democratico.
Il nuovo Consiglio comunale: tutti i nomi
Il nuovo Consiglio comunale di Venaria Reale sarà composto da 24 consiglieri: 16 di maggioranza e 8 di opposizione.
I consiglieri di maggioranza
Venaria Riparte: Cinzia Incardona (subentrata a Guido Giulivi, padre del sindaco); Giuseppe Cappio; Giuseppe Ciavarello; Giancarlo Zaza; Elena Nepote Fus; Vincenzo Gianluca Randazzo; Pasquale Fragale; Andrea Carlomagno.
Lega: Gianpaolo Cerrini; Gaetano Raimondi; Michelangelo Matteucci.
Forza Italia: Michael Carmelo Scavone; Monica Federico.
Fratelli d'Italia: Sandro Torchia; Giuseppe Ferrauto.
Venaria Insieme con Pino Capogna: Ezio Sartori.
I consiglieri di opposizione
Venaria Progetto Comune Volt: Mirco Repetto.
Partito Democratico: Rossana Schillaci; Stefano Mistroni; Mirella Depretis; Daniele Milani.
Uniti per Cambiare: Alessandro Brescia.
Alleanza Verdi e Sinistra: Alessandro Cubello.
Coalizione civica Senza Partiti: Mimmo Dellisanti, che subentrerà ad Andrea Accorsi dopo le dimissioni annunciate nel corso della seduta inaugurale.
Una legislatura che si apre nel segno del confronto
I numeri garantiscono stabilità alla maggioranza uscita vincitrice dalle urne e riconfermano la leadership politica di Fabio Giulivi. Ma il primo Consiglio comunale ha già mostrato un'opposizione pronta a incalzare l'amministrazione sui temi più sensibili: edilizia scolastica, sanità territoriale, gestione dei servizi pubblici, cultura e sostenibilità dei conti.
Il giuramento del sindaco ha sancito l'avvio formale del nuovo ciclo amministrativo. Da oggi, però, il tempo delle parole lascia spazio a quello delle decisioni. E Venaria si prepara a vivere cinque anni nei quali il confronto politico promette di essere tutt'altro che rituale.

