Informare, prevenire e creare una rete di ascolto attorno agli adolescenti. Sono questi gli obiettivi del percorso dedicato ai disturbi del comportamento alimentare promosso dalla Città metropolitana di Torino nella scuola secondaria di primo grado “Modesto Panetti” di Strambino, in collaborazione con l’associazione Lo Specchio Ritrovato.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività legate alla Giornata del Fiocchetto Lilla, ricorrenza nazionale dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi alimentari, patologie complesse e sempre più diffuse tra i giovani. Il lavoro svolto durante l’anno scolastico è stato presentato pubblicamente mercoledì 11 marzo nella sala polifunzionale di via Cotonificio, in un incontro aperto alla cittadinanza che ha dato spazio anche agli elaborati realizzati dagli studenti.
Disturbi alimentari tra prevenzione e consapevolezza sociale
Anoressia, bulimia e altri disturbi del comportamento alimentare rappresentano una sfida sanitaria e sociale crescente. Spesso difficili da riconoscere nei segnali iniziali, queste patologie sono influenzate da fattori psicologici, biologici e culturali. Ansia, depressione e pressione sociale legata agli standard estetici contribuiscono infatti alla loro diffusione, soprattutto tra le ragazze in età adolescenziale.
Proprio la varietà dei sintomi e la loro non sempre evidente specificità possono portare a una diagnosi tardiva, con conseguenze importanti sulla salute fisica e mentale. Da qui la scelta di intervenire direttamente nelle scuole, considerandole luoghi strategici per sviluppare competenze emotive, capacità di ascolto e strumenti di prevenzione.
Il progetto ha coinvolto le classi seconde con un ciclo di incontri condotti dalle psicologhe dell’associazione Lo Specchio Ritrovato. Il percorso è stato affiancato dal confronto con gli insegnanti e da un appuntamento dedicato ai genitori, con l’obiettivo di creare un’alleanza educativa capace di sostenere i ragazzi anche fuori dall’ambiente scolastico.
Una rete tra istituzioni, sanità e famiglie
«Intervenire nelle scuole significa lavorare sulla prevenzione ma anche offrire strumenti concreti per riconoscere segnali che troppo spesso passano inosservati» ha sottolineato Rossana Schillaci, consigliera metropolitana delegata alle politiche di parità.
Secondo l’amministrazione metropolitana, affrontare il tema dei disturbi alimentari richiede infatti una collaborazione diffusa tra istituzioni, scuola, servizi sanitari e famiglie. Parlare apertamente di fragilità e disagio può contribuire a contrastare isolamento e stigma, favorendo percorsi di cura più tempestivi.
All’incontro pubblico hanno preso parte specialisti del settore, tra cui il direttore del Centro Esperto Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare della Città della Salute di Torino, una neuropsichiatra infantile dell’Ospedale Regina Margherita e professioniste dell’associazione promotrice. Durante l’evento è stato presentato anche il progetto educativo “Voci di sensibilità: cosa sono i DNA, capire per prevenire”, sviluppato con gli studenti.
La scuola come presidio sociale sul territorio
La restituzione finale ha coinvolto insegnanti, genitori e cittadini in uno spazio di confronto e riflessione, trasformando un percorso nato nelle aule in un momento di consapevolezza collettiva. Un passaggio significativo soprattutto per realtà territoriali di dimensioni contenute, dove la scuola rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità.
«Per una comunità come la nostra, la scuola è un luogo centrale di crescita e attenzione ai bisogni dei più giovani - ha evidenziato la sindaca di Strambino Sonia Cambursano. - Condividere pubblicamente il lavoro svolto dalle classi ha dato valore a un’esperienza educativa importante e ha rafforzato il legame tra istituzioni, famiglie e servizi».

