Gio, 29 Gen, 2026

Bromelina, cos’è e come viene utilizzata nei centri ustioni: il ruolo del debridement enzimatico nelle ustioni gravi

Bromelina, cos’è e come viene utilizzata nei centri ustioni: il ruolo del debridement enzimatico nelle ustioni gravi

Dopo la strage avvenuta nella notte di Capodanno a Cras Montana, in una discoteca svizzera, con 40 giovani vittime e numerosi ricoverati per ustioni gravi, si è parlato dell’impiego di una sostanza poco conosciuta: la bromelina. Non si tratta di una terapia alternativa, ma di un presidio medico utilizzato nei centri ustioni di molti Paesi europei.

La bromelina è un complesso di enzimi estratti dal gambo dell’ananas. In medicina viene impiegata soprattutto nel trattamento delle ustioni profonde, dove uno dei problemi principali è la formazione dell’escara, lo strato di tessuto morto che ricopre la pelle danneggiata. L’escara ostacola la guarigione, favorisce le infezioni e, se non rimossa, impedisce la corretta valutazione della profondità della lesione.

Tradizionalmente l’escara viene asportata chirurgicamente. La bromelina offre un’alternativa: applicata localmente sulla ferita, è in grado di digerire selettivamente il tessuto necrotico, risparmiando quello sano. Questo processo prende il nome di debridement enzimatico e consente una rimozione più mirata e meno traumatica rispetto alla chirurgia tradizionale.

Come viene utilizzata nei centri ustioni

Dal punto di vista pratico, la bromelina viene utilizzata solo in ambito ospedaliero, all’interno di centri specializzati nella cura dei grandi ustionati. Il preparato viene applicato direttamente sull’area ustionata, dopo un’adeguata preparazione della ferita, e lasciato agire per un tempo definito secondo protocolli standardizzati. Il trattamento è generalmente unico o limitato nel tempo, non continuativo, ed è seguito da una rivalutazione clinica della lesione.

L’applicazione può essere dolorosa, motivo per cui è necessaria una adeguata gestione del dolore, che può includere analgesia sistemica o, in alcuni casi, anestesia. Proprio per questo la bromelina non è una terapia “domiciliare” né ambulatoriale, ma una procedura specialistica.

Le evidenze scientifiche

La letteratura scientifica degli ultimi anni supporta l’uso della bromelina nelle ustioni profonde. Studi clinici e revisioni sistematiche dimostrano che il debridement enzimatico accelera la rimozione dell’escara, riduce il ricorso alla chirurgia tradizionale e può diminuire la necessità di innesti cutanei, senza peggiorare gli esiti cicatriziali. Per queste ragioni un preparato a base di bromelina è stato approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco ed è oggi parte delle linee di trattamento in molti centri ustioni.

Oltre alle ustioni, la bromelina è stata studiata anche in altri contesti, come il trattamento dell’edema post-operatorio e di alcune ferite croniche, ma in questi ambiti le evidenze sono meno solide. È nel trattamento delle ustioni che il suo ruolo è oggi meglio definito e supportato da dati clinici robusti.

Ricerca e innovazione terapeutica

La bromelina rappresenta un esempio di come la ricerca medica possa trasformare una sostanza di origine naturale in uno strumento terapeutico avanzato, capace di migliorare la gestione di lesioni complesse e di ridurre l’impatto di procedure più invasive, sempre all’interno di percorsi di cura altamente specializzati.

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