Gio, 7 Mag, 2026

Il sogno di diventare astronauta: quando i desideri d’infanzia continuano a farci guardare il cielo

Il sogno di diventare astronauta: quando i desideri d’infanzia continuano a farci guardare il cielo

A casa ho diversi quaderni di scuola, conservati preziosamente, che ogni tanto rileggo per ritrovare quella dolce ingenuità e purezza che si ha da piccoli, quella che tutti i bambini dovrebbero poter custodire. Sfogliando le pagine di quei quaderni, che erano veri e propri diari perché la maestra Anna teneva molto a farci scrivere ogni giorno (o quasi) i nostri pensieri, mi soffermo sempre con piacere anche commozione, su ciò che per tanto tempo è stato il mio più grande desiderio, il mio sogno: diventare astronauta.

Quando il cielo era il mio orizzonte

Non volevo “fare” l’astronauta, volevo proprio esserlo. Ricordo nitidamente quanto fossi innamorata del cielo, delle stelle e dei pianeti, che studiavo nei minimi dettagli e raccontavo a chiunque avesse il piacere, e la pazienza, di ascoltarmi. Una pagina intera con scritto “VOGLIO DIVENTARE UN’ASTRONAUTA” mi ha anche insegnato che, nel mio caso, “un” si scrive con l’apostrofo. E ricordo ancora che, mentre scrivevo quelle pagine, non ero arrabbiata per la punizione: sapevo che mi stava aiutando a imprimere quel sogno nella mente.

I sogni cambiano, ma non scompaiono

Poi la vita, con le sue scelte e i suoi cambi di direzione, mi ha portata ad accantonarlo, ma mai a spegnerlo davvero. A un certo punto se ne è affiancato un altro, quello di diventare archeologa: è durato poco, perché non ero particolarmente appassionata di storia, e così è svanito nel giro di qualche anno. Ma il sogno di diventare astronauta è rimasto nel cuore.

In questi giorni, la nuova missione spaziale Artemis II ha riacceso in me quell’amore e quell’entusiasmo che avevo allora e che, in fondo, non se ne sono mai andati. Vedere le immagini e i video degli astronauti e della Luna mi ha davvero toccato il cuore, come se quella bambina fosse ancora lì, pronta a meravigliarsi davanti all’immensità dello spazio.

Il valore dei sogni che restano

È un pensiero rimasto lì, silenzioso ma vivo, che mi fa riflettere su quanto siano belli i sogni, anche quelli che non si realizzano.

Perché, in fondo, non tutti i sogni devono diventare realtà per avere valore: alcuni esistono per guidarci, per accenderci, per ricordarci chi siamo stati e, forse, chi siamo ancora. E anche se non ho mai indossato una tuta da astronauta, una parte di me continua a guardare il cielo con gli stessi occhi pieni di meraviglia di allora.

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