Dom, 28 Giu, 2026

Volpiano, la maggioranza fa scudo su Ferrero: sfiducia respinta, ma il caso politico esplode in aula

Non è stata una semplice seduta consiliare, ma un passaggio politico che segna la consiliatura. Lunedì sera 23 febbraio, la maggioranza ha scelto di fare quadrato attorno all’assessore Luca Ferrero, respingendo la mozione di sfiducia e difendendo la delibera sui nuovi distretti irrigui.

Il voto ha salvato l’assessore, ma non ha spento il caso politico. Al centro dello scontro: il presunto conflitto di interessi legato alla creazione dei distretti irrigui Fontanile Cesali e Fontanile Gavo e il confine – sempre delicato – tra incarico pubblico e attività privata.

Da almeno una settimana il mondo politico locale era in fermento. Due le mozioni sul tavolo: la prima chiedeva il ritiro della delibera di Giunta del 19 gennaio 2026 relativa alla presa d’atto del consorzio irriguo e all’istituzione dei nuovi distretti; la seconda puntava direttamente alla sfiducia dell’assessore con deleghe ad Agricoltura, Rapporti con i Consorzi Irrigui, Sistemi idrogeologici ed Ecologia.

La delibera del 19 gennaio e i nuovi distretti irrigui

Il 19 gennaio la Giunta comunale deliberava di istituire i nuovi distretti irrigui denominati Fontanile Cesali e Fontanile Gavo, ubicati nel Comune di Volpiano e posti in capo al medesimo Comune, costituendone parte integrante e sostanziale.

Contestualmente si richiedeva l’ampliamento del catastino irriguo mediante l’inserimento dei comprensori irrigui legati all’utilizzo delle acque dei due fontanili e l’acquisizione della concessione in sanatoria presso Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte.

Un atto tecnico, secondo la maggioranza. Un atto politicamente delicato, secondo le opposizioni.

L’accusa: “Conflitto di interessi almeno potenziale”

Le minoranze unite - Cambiamo Volpiano, Gente di Volpiano e Centrodestra per Bigliotto - hanno sollevato la questione del conflitto di interessi: l’assessore Ferrero è imprenditore agricolo sul territorio e proprietario di terreni nell’area interessata dai nuovi distretti irrigui. La consigliera Antonietta Maggisano in aula ha dichiarato: «È noto che l’Assessore Ferrero operi anche come imprenditore agricolo nel territorio di Volpiano. Tale elemento, valutato congiuntamente al contenuto della deliberazione, configura un evidente profilo di conflitto di interessi almeno potenziale. La ridefinizione dei comprensori irrigui determina infatti quali superfici agricole possano beneficiare delle nuove dotazioni idriche e in quale misura, incidendo direttamente sulla produttività e sul valore economico dei terreni».

Secondo le opposizioni, l’assessore avrebbe dovuto astenersi dal voto sulla presa d’atto.

La replica tecnica di Ferrero

L’assessore Luca Ferrero ha risposto con un intervento tecnico: «La richiesta di uso delle acque del fontanile Cesali e successivamente del fontanile Gavo è esclusivamente per uso irriguo. L’uso irriguo comporta che le acque derivate servano solo per irrigare terreni coltivabili, per la produzione agroalimentare e quindi per fini produttivi specifici. Le acque irrigue non possono essere utilizzate per qualunque altro uso, pena la decadenza automatica della concessione regionale».

Ha inoltre precisato che il catastino irriguo deve comprendere superfici agricole effettivamente coltivate o coltivabili, irrigate o irrigabili.

Tuttavia, secondo le minoranze, non sarebbe stata affrontata la questione centrale: la sua posizione personale rispetto all’atto deliberato.

Maggisano ha aggiunto: «L’Assessore all’Agricoltura non ha detto una parola sul suo conflitto di interessi diretto e indiretto, nulla sulla sua posizione in ordine alla causa pendente presso il Tribunale di Ivrea avente ad oggetto l’interruzione o meno di un tratto del canale Cesali. Nulla sulle segnalazioni amministrative. Nulla sulle segnalazioni penali».

La sfiducia e la posizione del sindaco

Sul secondo fronte, quello della sfiducia, il sindaco Giovanni Panichelli ha ricordato – per la seconda volta nella consiliatura – che la revoca delle deleghe è prerogativa esclusiva del sindaco, trattandosi di incarichi fiduciari.

In base al regolamento, la mozione sarebbe stata inammissibile. Tuttavia, come già avvenuto in passato, in riunione dei capigruppo si è scelto di ammetterla alla discussione.

La votazione finale ha visto la maggioranza respingere la sfiducia.

Una vicenda chiusa? Politicamente no

Formalmente la questione si è chiusa con un voto. Politicamente, però, la frattura resta. Le opposizioni parlano di una maggioranza che ha scelto di blindare l’assessore. La maggioranza rivendica la correttezza degli atti e la legittimità delle procedure.

Resta una domanda di fondo, destinata a pesare nel dibattito pubblico delle prossime settimane: quando un amministratore è anche operatore economico sullo stesso territorio, il confine tra interesse pubblico e interesse privato è davvero così netto come appare nelle carte?

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