Lun, 26 Feb, 2024

Contro la violenza sulle donne, sabato a Borgaro, in marcia oltre un centinaio di persone

La camminata organizzata dalla Consulta per le Donne Borgaresi in occasione del 25 novembre

Oltre un centinaio abbondante di persone - donne soprattutto, ma anche uomini, ragazzi, ragazze e bambini - ha partecipato sabato 25 novembre  alla camminata contro la violenza sulle donne, organizzata dalla Consulta per le Donne Borgaresi, presieduta da Cinzia Tortola, che attraverso una serie di tappe  dove sono state effettuate letture e allestite postazioni per la campagna nazionale "Posto Occupato", ha persorso le vie della città  per concludere il proprio cammino davanti al municipio in piazza Europa. 

«Fa impressione vedere piazza Europa così piena di persone di sabato mattina, per una manifestazione - ha esordito il sindaco Claudio Gambino -. Quella di oggi non è una festa, ma una cerimonia per ricordare le vittime di femminicidio e tutte le donne che sono vittime di violenza, perchè la violenza non è solo femminicidio ma spesso violenza domestica,  psicologica e violenza economica. Noi abbiamo una Cosulta delle donne che lavora al di là dell'attualità e delle notizie di cronaca che colpiscono l'opinione pubblica. Sono tanti mesi che lavorano quotidianamente per programmare iniziative e tenere viva nella nostra città una coscienza civile, che è l'unica vera ricetta per uscire da questa piaga della violenza sulle donne».

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Consulta che come ha ricordato ancora Gambino è sempre aperta a nuove adesioni: basta andare sul sito del Comune per trovare tutte le informazioni e che ha proseguito il sindaco «è riuscita per la camminata a coinvolgere tante associazioni e realtà del territorio, ma soprattutto tante persone indignate, per dire basta a quella che è diventata una vera e propria piaga dei nostri tempi. Noi oggi abbiamo tre sfide importanti da affrontare, anche se la prima quella della pace del mondo è la più difficile e quasi irrealizzabile -. La sfida dell'ambiente e la violenza sulle donne sono invece alla portata di tutti per poter ragionare e comincare a dare delle risposte».

Poi ha continuato «ho sentito in questi giorni, uomini che si vergognavano di essere uomini. Io non mi vergogno e da padre di tre figli maschi provo quotidianamente a fare la mia parte e credo la dobbiamo fare tutti come persone. Oggi assistiamo ad un fenomeno che si può sconfiggere solo se c'è una coscienza civile comune, se si fa veramente fronte comune per cambiare la mentalità. La politica, purtroppo non è in grado di risolvere» ha proseguito citando il vergognoso caso del Senato deserto, qualche giorno fa, mentre in discussione c'erano proprio i provvedimenti da assumere contro la violenza sulle donne «quindi siamo di fronte ad un fenomeno che si sconfigge solo se c'è una coscienza sociale. Ci deve essere per quelle donne che vogliono denunciare la possibilità di sapere che ci sono figure attive e istituzioni che ti sono vicine e si può contare su una comunità attiva come quella, e lo dico con orgoglio, presente qui questa mattina, grazie al lavoro della consulta delle Donne».

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L'importanza di questa lotta contro la violenza sulle donne è stata sottolineata anche dal parroco, don Alessandro Martini e dalla parrocchia più in generale che nella serata di sabato ha allestito in chiesa il Posto Occupato permanente aderendo lla campagna nazionale, rilanciata a Borgaro dalla Consulta delle Donne.

«C'è tanto bisogno di coscienza civile - ha ricordato il sacerdote - perchè si parla di un terzo delle donne ad aver subito una qualche forma di violenza. C'è tanto bisogno di ascolto perchè molte volte la paura è quella di non essere credute e noi invece, diciamo "vieni che noi ti crediamo" al di là delle apparenze. Gli strumenti ci sono. Ci sono le tutele giuridiche, la possibilità di un aiuto economico, di un sostegno psicologico. La rete c'è, forse c'è bisogno di più volontari, ma la rete c'è. Tutti dobbiamo farci campana d'allarme. Se avete il dubbio che vicino a voi ci sia una situazione di violenza, non fatevi gli affari vostri. E' meglio sbagliarsi per eccesso che non fare nulla» e ha poi ribadito l'importanza all'educazione delle emozioni e purtroppo l'analfabetismo emotivo che conduce alla violenza, ovvero l'incapacità di esprimere le emozioni «ai ragazzi - ha concluso - dobbiamo insegnare a riconoscere ed affrontare le emozioni e non a reprimerle».

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L'assessora Federica Burdisso, componente della Consulta ha ribadito l'unità con cui questo organismo, voluto dall'Amministrazione, e come sappia lavorare in sinergia e al di là degli orientamenti politici delle componenti «perchè noi lavoriamo con un unico obiettivo che è quello di dare voce alle donne. Violenza è tutto ciò che viene fatto contro la nostra volontà e chi non ci porta rispetto è violento. Questo tema è molto sentito e da qua partiamo tutti insieme per lavorare insieme verso un unico obiettivo» ricordando a tutti di continuare ad allestire il "Posto Ocupato" e inviare le foto alla Consulta che realizzerà poi un manifesto permanente.

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La conclusione è stata poi affidata all'assessore Eugenio Bertuol che ha letto la significativa e toccante poesia "In piedi, signori, davanti ad una donna" attribuita a William Shakespeare, e inserita nello spettaolo "Don Chisciotte" da William Jean Bertozzo che vi invitiamo a leggere per la profondità e l'emozione che crea.

 

 

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