Ven, 12 Apr, 2024

La politica torinese ricorda Vincenzo Barrea a 5 anni dalla scomparsa e la sua cittàgli dedica una piazza

Commovente ed emozionante il ricordo di sua sorella Maria Concetta tra le tante memorie di ex sindaci, amministratori e politici

E' stata tutta sul filo dell'Amarcord, la mattinata di ieri, sabato 3 febbraio, al B&B Hotels di Borgaro Torinese. Una mattinata per ricordare Vincenzo Barrea, l'ex sindaco e cosigliere metropolitano, scomparso prematuramente a 50 anni, cinque anni orsono in una fredda sera di dicembre.

Una sorta di "coccodrillo postumo" per decantarne le indubbie doti di politico e amministratore, riconosciute da tutti con un docufilm in cui ex sindaci e primi cittadini dell'Unione Net ancora incarica e non , consiglieri regionali di entrambe le parti politiche, presenti anche in sala, il presidente di Seta e dell'ATo e chi più ne ha più ne metta ne hanno tracciato il profilo.

Chissà se a Vincenzo, uomo concreto e pragmatico, più incline a risolvere problemi e ad ideare progetti, sarebbe piaciuto tutto ciò? La storia di Vincenzo, come ha ben ricordato il sindaco di Caselle, Giuseppe Marsaglia, era iniziata come giornalista de Il Risveglio di Ciriè, mentre ancora era un giovane laureando in Ingegneria. Un lavoro che ha portato avanti per anni con competenza ed impegno non lasciandosi sfuggire neppure la più piccola notizia. Ha raccontato il territorio come pochi sanno fare, per passare poi per qualche tempo a La Stampa di Torino, ma la sua passione era la politica e questo l'allora sindaco di Borgaro, Giuseppe Vallone, l'aveva capito molto bene (essere un leader significa saper abilitare il talento degli altri e Vincenzo di talento ne aveva eccome). Fu così che venne prima nominato assessore esterno all'Ambiente, lavorando su quel delicato passaggio alla raccolta differenziata che ancor oggi rende Borgaro un'eccellenza del territorio che guarda al futuro. 

Alle elezioni successive si candidò ricevendo numerosi consensi tali poi da farne l'erede naturale allo scranno più alto della città, di Vallone. Ecco questo mi ha stupito all'incontro di ieri, che nel docufilm non ci fosse proprio la testimonianza di Vallone (che pure era presente in sala) perchè senza la sua lungimiranza e capacità di comprendere le grandi potenzialità che avrebbe potuto esprimere quel giovane giornalista e ormai ingegnere, forse Borgaro oggi racconterebbe una storia diversa. Forse chi ieri lo ringraziava per gli insegnamenti e quanto aveva dato alla sua città e poi all'area metropolitana grazie proprio alla sua enorme competenza, empatia e capacità di mediazione come ha ben raccontato l'ex sindaca metropolitana Chiara Appendino, le cose sarebbero andate diversamente.

Empatia che non ha mai significato, neppure con i giornalisti, non dire esattamente quello che pensava, ma poi finiva lì. Non c'erano mai strascichi e questo lo ha fatto amare dai suoi concittadini con cui non aveva problema a confrontarsi quando li incontrava per strada.

Confronto, mediazione, risoluzione dei problemi e lungimiranza erano il suo pane quotidiano perchè il suo obiettivo primario, come ha testimoniato in maniera commossa ed emozionata sua sorella Maria Concetta, era il bene della sua comunità.

Cosa ha lasciato in eredità? Molti insegnamenti come hanno ripetuto a turno i presenti ieri mattina, ma anche un ricordo indelebile nei borgaresi al punto che l'Amministrazione ha deciso di intitolargli la nuova piazza di via Lanzo il 24 marzo prossimo.

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