Certe magie succedono solo sotto la Mole... pardon, sotto la Torre di Santo Stefano. La Giunta eporediese ha trovato, secondo il consigliere di Fratelli d'Italia Andrea Cantoni, la formula perfetta per il moto perpetuo del denaro pubblico: «si affida la gestione del Movicentro alla cooperativa ZAC!, la si celebra per le nobili attività sociali che svolge... e poi la si finanzia direttamente». Applausi.
Il tutto mentre la vicesindaco Patrizia Dal Santo, guarda caso, è fondatore e già vicepresidente della stessa cooperativa e Cantoni a questo proposito non risparmia toni caustici: «Ma come? La Giunta affida il Movicentro alla cooperativa ZAC! per il valore delle attività sociali che svolge e poi le finanzia direttamente?»
Un interrogativo retorico, ma che colpisce nel segno. Cantoni prosegue con una stoccata: «Perché la vicesindaco Dal Santo, già vicepresidente e fondatore della cooperativa stessa, non ha parlato di questo finanziamento quando si è discusso di iniziative per i giovani?» e non risparmia l’ironia nemmeno sull’impianto delle nuove politiche giovanili, definite dall’Amministrazione come “educativa di strada”: «O forse sono proprio questi gli interventi afferenti alla tanto decantata educativa di strada per affrontare le problematiche legate all’insicurezza urbana? Un centro di aggregazione per giocare e fare laboratori? Ma davvero? Siamo alle comiche».
Per Cantoni, si tratta di un modo ingenuo – se non del tutto inefficace – di affrontare i problemi reali della città: «Abbiamo sempre espresso numerose perplessità sull’opportunità di affrontare la criminalità con l’educativa di strada, ma non pensavamo si sarebbe arrivati a promuovere questo tipo di iniziative» e il tono si fa più tagliente quando il consigliere mette a confronto le priorità di spesa del Comune: «Quando abbiamo proposto l’istituzione del nucleo operativo cinofilo, l’idea è stata cassata dalla maggioranza perché non sostenibile economicamente. Il tutto assume una piega ancora più grave».
La conclusione è una vera e propria accusa politica: «Non abbiamo le risorse perché se ne sprecano troppe in interventi inutili, destinati per di più a un ente che ha diversi esponenti tra Consiglio comunale e Giunta».
Insomma, l'“educativa di strada” si trasforma in un caso politico a tutti gli effetti, e l’ironia di Cantoni mette il dito nella piaga: a Ivrea la strada sembrerebbe più quella del conflitto d’interessi che dell’educazione civica.

