Ven, 22 Mag, 2026

Le 5 Forchette, bufera politica su FdI: AVS e PD chiedono chiarimenti sull'inchiesta della Procura di Roma

Le 5 Forchette, bufera politica su FdI: AVS e PD chiedono chiarimenti sull'inchiesta della Procura di Roma

Si accende il confronto politico in Piemonte attorno alla vicenda societaria legata alla “Le 5 Forchette Srl” e alla partecipazione di alcuni esponenti istituzionali di Fratelli d’Italia in una società attiva nel settore della ristorazione a Roma. Le opposizioni chiedono chiarimenti su rapporti societari, trasparenza patrimoniale e opportunità politica, mentre cresce l’attenzione mediatica su un caso che rischia di avere ricadute sul dibattito regionale e nazionale.

La vicenda societaria e i dubbi sollevati

Al centro del caso c’è l’ingresso nella compagine societaria di un ristorante romano – “Bisteccherie d’Italia” – da parte del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, rispettivamente con quote del 25% e del 5%, quando entrambi ricoprivano già incarichi di governo. La società operativa risulterebbe riconducibile a una Srl con sede a Biella, con quota di maggioranza detenuta da Miriam Caroccia, all’epoca appena diciottenne e amministratrice della stessa.

Secondo quanto emerso la gestione del locale sarebbe stata di fatto seguita da Mauro Caroccia, padre della giovane socia e in seguito condannato definitivamente per intestazione fittizia di beni nell’interesse del clan camorristico Senese, nell’ambito dell’inchiesta “Affari di Famiglia” della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

L’attacco di AVS: “Non basta dire che non sapevano”

Durissima la presa di posizione della capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Consiglio regionale, Alice Ravinale, che in una nota ha respinto le spiegazioni finora fornite dagli esponenti di FdI. «Non ci accontenteremo di un imbarazzato tentativo di farci credere che il tutto sia avvenuto ‘a insaputa’ di Del Mastro, Chiorino & Co: se così fosse – afferma – gli esponenti di Fratelli d’Italia confermerebbero la loro totale inadeguatezza per le importanti cariche che ricoprono».

Ravinale Alice AVSAlice Ravinale (AVS)

Ravinale ha inoltre spiegato di aver chiesto formalmente al presidente del Consiglio regionale di diffidare Elena Chiorino e Davide Eugenio Zappalà per la presunta omissione della partecipazione societaria nelle dichiarazioni obbligatorie sulla trasparenza patrimoniale.

Nel comunicato, l’esponente di AVS solleva una serie di interrogativi: dai motivi che avrebbero portato i rappresentanti istituzionali a entrare in affari con la famiglia Caroccia, fino alla scelta di costituire una società in Piemonte per gestire attività ristorative nella capitale.

Il Partito Democratico: “Risposte inadeguate, serve chiarezza”

Sulla stessa linea il Partito Democratico. I consiglieri regionali Domenico Rossi e Gianna Pentenero parlano di una vicenda “tutta da chiarire”, criticando le spiegazioni finora offerte dai dirigenti di Fratelli d’Italia.

«Le risposte degli esponenti coinvolti sono assolutamente inadeguate. Hanno spiegato perché sono usciti dalla società, ma resta senza risposta la questione più rilevante: per quali ragioni hanno deciso di entrare in affari con la famiglia Caroccia?» si legge nella loro nota.

Domenico Rossi CR Piemonte PD1715247061903 Gianna PenteneroDomenico Rossi - Gianna Pentenero (PD)

I due esponenti dem pongono anche l’accento sull’età della socia di maggioranza e sulla natura dei rapporti societari: «Che cosa ci fa una ragazza appena maggiorenne al centro di relazioni imprenditoriali con un sottosegretario, la vicepresidente della Regione e figure di primo piano di FdI?».

Secondo Rossi e Pentenero, inoltre, la mancata indicazione delle quote societarie nelle dichiarazioni patrimoniali del 2025 rappresenterebbe un ulteriore punto da chiarire in sede istituzionale.

Il ruolo della Regione e la richiesta di confronto in Aula

Le opposizioni chiamano direttamente in causa anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, chiedendo che riferisca in Consiglio regionale. «Non può sottrarsi al confronto – sostengono –. Non può esserci alcuna ombra sul Piemonte».

La questione assume anche un forte valore simbolico alla vigilia della manifestazione nazionale di Libera contro mafie e corruzione, prevista a Torino. Alcuni esponenti della maggioranza, tra cui lo stesso Cirio e l’assessore Maurizio Marrone, hanno annunciato la loro partecipazione.

Proprio su questo punto Ravinale incalza: «Chi scende in piazza per la legalità deve anche dare risposte sugli affari incomprensibili che coinvolgono rappresentanti istituzionali».

Attesa per eventuali sviluppi

Al momento gli esponenti di Fratelli d’Italia coinvolti hanno fornito chiarimenti sulla successiva uscita dalla società, ma restano aperte le questioni politiche e amministrative sollevate dalle opposizioni. Il caso potrebbe approdare nelle prossime settimane in Consiglio regionale, con possibili richieste di audizioni e verifiche formali sulle dichiarazioni patrimoniali.

Nel frattempo l’inchiesta giornalistica continua a far discutere, alimentando un clima di forte tensione politica in Piemonte e riportando al centro del dibattito pubblico i temi della trasparenza, dell’opportunità e della responsabilità istituzionale.

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