Dal 11 aprile al 22 maggio, Torino ospita “Fotografie di Mauro Raffini 2021/2026”, una mostra che mette al centro uno dei simboli più discussi della contemporaneità: i riders. L’esposizione si inserisce in un contesto culturale e sociale sempre più attento alle trasformazioni del lavoro urbano e alle nuove forme di mobilità.
Attraverso una serie di scatti realizzati tra Torino e Nizza, Mauro Raffini costruisce un racconto visivo potente e stratificato, capace di restituire dignità e complessità a figure spesso invisibili nel quotidiano.

Un ponte tra città, culture e lavoro
Il progetto “Universo Riders” non si limita a documentare: interpreta. Le immagini raccontano come ogni consegna sia molto più di un semplice spostamento. È un ponte tra mondi diversi, una traccia concreta di connessioni economiche e culturali.
Nel testo curatoriale emerge chiaramente questa visione: ogni percorso diventa narrazione, ogni rider è portatore di storie e identità e ogni strada attraversata riflette adattamento e resistenza. In questo senso, la fotografia diventa strumento di analisi sociale oltre che espressione artistica.

Negli ultimi anni, la figura del rider è diventata emblematica di nuove dinamiche lavorative: flessibilità, precarietà, globalizzazione. La mostra affronta questi temi senza retorica, offrendo uno sguardo umano e diretto. Le immagini catturano la fatica quotidiana, la solitudine urbana, la resilienza individualeme la dimensione migratoria spesso associata a questo lavoro. Il risultato è un racconto visivo che dialoga con il dibattito pubblico su diritti, lavoro e inclusione.
La mostra è accompagnata da una serie di eventi che rafforzano il dialogo tra arte e società con la conferenza stampa domani, giovedì 9 aprile, alle 11.30 nel Giardino Forbito, piazza Carlo Felice; il vernissage sabato 11 aprile, alle 17.30 a Casa Giglio e il finissage con performance teatrale il 22 maggio, alle 18 nel Giardino Forbito. Gli spazi coinvolti, tra cui Casa Giglio e Giardino Forbito, diventano luoghi di incontro tra pubblico, artisti e comunità.
L’iniziativa nasce in collaborazione con diverse realtà culturali e associative del territorio, sottolineando l’importanza di una rete che unisce arte, attivismo e ricerca sociale. Il progetto si inserisce inoltre in circuiti più ampi, come festival fotografici e programmi europei dedicati ai diritti e alla dignità del lavoro, rafforzando il suo impatto oltre il contesto locale.

“Universo Riders” è più di una mostra fotografica: è un invito a osservare la città con occhi nuovi. Dietro ogni zaino, ogni bicicletta, ogni corsa contro il tempo, si nasconde una storia che merita di essere raccontata.
In un’epoca in cui il lavoro cambia volto rapidamente, il progetto di Mauro Raffini ci ricorda che dietro ogni trasformazione economica ci sono persone, identità e percorsi di vita.

