Mar, 16 Lug, 2024

Oggi è la giornata nazionale dedicata al gatto. Come l'arte ha celebrato questo affascinante e misterioso felino

Oggi è la giornata nazionale dedicata al gatto. Come l'arte ha celebrato questo affascinante e misterioso felino

Con il suo fascino e la sua eleganza, ha sempre stupito e colpito gli esseri umani

Oggi, sabato 17 febbraio è la Giornata nazionale del gatto (quella internazionale è l'8 agosto).

Ma perchè proprio oggi? Il segno zodiacale di febbraio è l’Aquario governato da Urano, che protegge gli spiriti liberi, indipendenti e anticonvenzionali, proprio come lo sono i gatti e il numero 17 nella dicitura romana  - XVII -  è l'anagramma di “VIXI” che significa “ho vissuto”, e che quindi si collegherebbe al concetto tradizionale delle "sette vite dei gatti".

Abbiamo deciso di festeggiare questa giornata dedicata ai nostri pelosetti, non raccontandovi di credenze e superstizioni, ma di come sono stati celebrati nell'arte.

«I gatti sono degli incompresi solo perché disdegnano di spiegarsi» ha scritto Paul Morand.

Il gatto è senz’altro il più selvatico dei nostri animali domestici e il più delle volte si limita a "concederci" la sua presenza, quasi a farci un favore. Proprio questa innata seduttività ha però ispirato da sempre gli artisti. Innumerevoli sono i saggi, le poesie, i romanzi dedicati al gatto (Scarlatti ha composto una celebre fuga per pianoforte su un tema zampettato sulla tastiera) ma anche i pittori sono stati attratti dalla sua personalità misteriosa.

https://www.youtube.com/watch?v=ebmMBvuxRkg

Lo dimostra Stefano Zucchi in "Gatti nell’arte" (Sassi editore) un elegante volume che illustra con evidente passione la presenza felina nell’arte figurativa fin dai tempi più antichi: dall’Egitto a Leonardo da Vinci (che nel "foglio di Windsor" ne ha studiato i movimenti e le pose), dai mosaici pompeiani al Tintoretto, che nella "Nascita di Giovanni Battista" ha raffigurato l’agguato di un gatto a una gallina, e poi via con una serie ininterrotta di grandi maestri che comprende (citando a caso) Bruegel, Rembrandt, Lotto, Renoir, Matisse, Picasso, Chagall e Manet.

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Regale e divino per gli egiziani (ha dato il suo volto alla dea Bastet), il gatto, benché sospettato di complicità con le streghe, comincia ad essere raffigurato come animale domestico e di compagnia nel Medioevo fino al definitivo trionfo nel Rinascimento e nel Barocco quando compare in numerosi lavori di soggetto religioso e persino, unica figura di essere vivente, intarsiato al centro di un maestoso leggio nell’abbazia di Monte Uliveto Maggiore.

Il Ghirlandaio lo ha ritratto sotto il tavolo dell’Ultima Cena, Rembrandt lo ha collocato come quarto componente di una Sacra Famiglia, Rubens ha dipinto un delizioso tigrato dormiente nel bel mezzo di una movimentata Annunciazione, e persino nel Paradiso terrestre, nel drammatico momento della Cacciata di Adamo ed Eva, Dürer ha dipinto un gatto soriano che assiste pacificamente alla scena. Ed è ancora un gatto con in bocca un topo, che Hieronymus Bosch colloca nella Nascita di Eva.

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Acciambellati in un sonno profondo, intenti a giocare con un gomitolo, a curiosare, a rubare, a fare le fusa in braccio alla padrona o a combinare disastri (come il gatto di Nicolas Maes che sta tirando a sé la tovaglia apparecchiata), i gatti nella pittura conservano l’indipendenza che ostentano nella vita.

Con il suo fascino il gatto è da sempre fonte di ispirazione anche per letterati di ogni genere: Esopo, Fedro, Cicerone, Plinio il Vecchio, Erodoto, solo per citarne alcuni. Ma come non raccontare di Petrarca, il quale secondo una leggenda pretese che alla sua morte il suo gatto fosse soppresso, imbalsamato e tumulato in una preziosa nicchia sulla quale si può leggere "secondo solo a Laura!"

Torquato Tasso non fu da meno dedicando, ormai cieco e morente, un sonetto alla sua gattina chiedendogli di illuminare il foglio con i suoi luminosi occhi. Victor Hugo era talmente grato al suo gatto che arrivò a costruire per lui un comodo trono.

Gattofili illustri furono anche Sartre, Prèvert, Dickens, Neruda, Hemingway: è il gatto il migliore amico dello scrittore.

E quanti gatti meno famosi ma altrettanto fedeli sono presenti nelle nostre case, i quali ogni giorno scrivono per noi una storia sempre diversa e avvincente.

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