Gio, 13 Giu, 2024

Lo schianto del ippocastano non era preventivabile. Eppure a giugno 2023 l'agronomo aveva detto di mettere viti e tiranti

Lo schianto del ippocastano non era preventivabile. Eppure a giugno 2023 l'agronomo aveva detto di mettere viti e tiranti

Ha causato danni alla linea elettrica Enel e ad una ventina di cittadini di via Moncanino e Dell'Asilo

L'eco del tonfo del grande ippocastano caduto in piazzetta Gente di Lampedusa a San Mauro all'alba di venerdì 22 marzo, è riecheggiato ieri sera, lunedì 25 nell'aula del Consiglio comunale, grazie al question time presentato dalla consigliera Paola Antonetto (FdI)  sulle motivazioni che hanno causato il crollo dell'albero.

Soprattutto in virtù di quella relazione prodotta a giugno 2023 dall'agronomo incaricato dal Comune di censire gli alberi presenti sul territorio. Relazione che per quel ippocastano parlava chiaro «Necessaria tomografia e ancoraggio a vite + tiranti».

Ed effettivamente la tomografia, seppure a sette mesi di distanza, è stata eseguita il 21 febbraio scorso, ma delle viti e tiranti neppure l'ombra. Viti e tiranti che forse avrebbero impedito il crollo, il tranciamento della linea elettrica e pure tanti danni ad una ventina di famiglie (che per altro ora non sanno neppure a chi rivolgersi per il risarcimento). O meglio nel corso della seduta del parlamentino sanmaurese è stato anche chiesto e la sindaca Giulia Guazzora ha risposto di rivolgersi all'Enel, come se l'albero fosse stato loro e loro stessi non avessero subito a loro volta un danno.

San Mauro caduta ippocastano

Ieri sera è stata anche presentata una lunga e articolata relazione dell'agronomo, seguita oggi da un comunicato stampa, su cui c'è scritto che «a seguito della consegna dei risultati dell’indagine (che ricordiamo è datata 21 giugno 2023 ndr), il Comune di San Mauro ha approvato l’esecuzione della tomografia sonica per valutare la presenza al fusto di uno scorrimento tra tessuti che avrebbe potuto portare allo sbrancamento delle branche primarie in caso di forte vento».

Tomografia, effettuata solo il 21 febbraio 2024, chissà quindi quante volte quel ippocastano avrebbe potuto cadere nel corso di tutti questi mesi, perchè di giornate di forte vento ce ne sono state, e magari avere un esito ben più grave...

L'ultima indagine, come riportato nella relazione ha fornito esito positivo: «la sezione di fusto valutato presentava quindi valori nella norma e l’esemplare è stato assegnato alla classe di propensione al cedimento "C" con prescrizione di controllo strumentale annuale. L’esemplare risultava, pertanto, fortemente attenzionato e inserito in un piano di monitoraggio periodico. La seconda indagine strumentale (tomografia) aveva, quindi, superato le indicazioni della
prima valutazione fatta quest'estate, consigliando di effettuare una potatura» per cui il Comune ha chiesto un preventivo ricevuto solo il 12 marzo e per cui gli uffici stavano procedendo con l'affidamento dell'incarico.

Ma se bastava una semplice potatura perchè l'ippocastano si è schiantato al suolo? Anche in questo caso a fornire la spiegazione è la relazione tecnica «Il cedimento è avvenuto a livello del colletto, con frattura della porzione al di sotto del piano di campagna. Durante il sopralluogo è stato possibile valutare la porzione di colletto interrata e non valutabile precedentemente a causa della presenza della pavimentazione.  Il profilo eseguito a livello del piano di campagna non ha evidenziato anomalie strutturali, mentre i tracciati eseguiti nella porzione interrata hanno evidenziato forti discontinuità dovute a problematiche strutturali. La causa di deterioramento del fittone primario è da imputare alla presenza di funghi patogeni agenti di carie bianca che ne hanno compromesso l’ancoraggio e causato il collasso della struttura albero» e il professionista conclude dicendo «si debbono riscontrare i limiti tecnici oggettivi dell’impossibilità di prevedere gli schianti e dell’impossibilità di valutare porzioni non ispezionabili».

Forse con viti e tiranti, come indicato nella prima relazione, per intenderci quella di giugno 2023, lo schianto si sarebbe potuto evitare e anche tutti i disagi e i danni che ne sono conseguiti come ha evidenziato nel suo intervento Antonetto, ovviamente non condiviso dalla sindaca che commenta «difendo l'operato degli Uffici del nostro Comune, dell'agronomo che ha effettuato le analisi e dell'assessora Miatton che ha seguito direttamente la questione. Tutto quello che ci era stato richiesto è stato effettuato, seguendo le procedure. Le analisi e gli accertamenti suppletivi sono stati eseguiti ed eravamo in fase di affidamento lavori per la potatura. Ci terrei a ricordare che il 14 marzo si è tenuto un appuntamento sul verde pubblico, aperto a tutti, alla presenza di esperti del settore, a cui era possibile porre domande e chiedere informazioni. Spiace constatare che qualcuno abbia scelto di non presenziare per poi usare l'argomento per fare propaganda sui social fornendo, tra l'altro, informazioni parziali».

Anche se è il caso di dirlo sarebbe stato difficile porre domande su un evento che non si era ancora verificato, a meno di non possedere una sfera di cristallo.

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