La tenuta della maggioranza che sostiene la sindaca Giulia Guazzora scricchiola sempre di più. L’astensione del vicesindaco Luca Rastelli (Partito Democratico) sulla delibera per la variante generale al Piano regolatore ha infatti innescato una reazione durissima del consigliere di minoranza Roberto Olivero, che in Consiglio ha presentato un’interrogazione piuttosto “piccata”, aprendo un vero fronte di scontro politico interno alla coalizione di governo.
Un episodio non isolato: anche altri due consiglieri dem si sono a loro volta astenuti su un provvedimento considerato strategico – l’adesione del Comune a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) – mentre in Giunta è avvenuto un "cambio significativo". L’assessore PD Emanuele Durante, che si era dimesso mesi fa, è stato sostituito da Aldo Parola, che in aula non ha mancato di sottolineare di essere «l’unico rappresentante in Italia» di Centro Civico, movimento civico che appoggia Guazzora ma che non è sostenuto da alcun consigliere o partito della coalizione.
Un mix di scelte, astensioni e frizioni che sta allargando le crepe e alimentando interrogativi sul futuro assetto della maggioranza.
Abbiamo raccolto le dichiarazioni del vicesindaco Luca Rastelli, che chiarisce le ragioni del suo gesto politico, ma respinge l’idea di un atto di sfiducia alla sindaca e rivendica la centralità del confronto interno al PD.
Vicesindaco, perché si è astenuto su un atto così rilevante come la variante generale al Piano regolatore?
«Rispondo senza problemi, non mi nascondo dietro un dito. Stiamo parlando di una variante generale del Piano regolatore, uno degli atti più importanti dell’Amministrazione. Sento questa responsabilità da sempre, come sanmaurese e come amministratore. Mi impegno – come i miei colleghi – perché il Piano possa essere fatto al meglio e perché la città si possa sviluppare negli anni con uno strumento che sia davvero attuabile. Perché è attraverso un buon Piano regolatore che potremo mantenere tanti servizi fondamentali per la cittadinanza».
Entriamo nel merito: cosa l’ha spinta a non votare la delibera?
«Ho letto con attenzione la delibera, ma avevo alcuni dubbi. Considerata l’importanza dell’atto, che deve essere analizzato con la massima attenzione e consapevolezza, ho chiesto un rinvio. Non è stato possibile e, in coscienza, ho deciso di astenermi. Io rispondo ai cittadini sanmauresi e ritengo che su un’area di quasi 80 mila metri quadrati serva il massimo approfondimento da parte di tutti. Maggioranza, opposizione e cittadinanza. Nessuno escluso».
Ha parlato dell’esigenza di confrontarsi con il suo partito. Non era stato fatto?
«Il nostro Partito, il PD, ha un focus permanente con cui affrontiamo tutte le questioni che riguardano il territorio. Volevo condividere i miei dubbi con il gruppo, com’è normale su un tema così complesso. Stiamo parlando di un progetto che riguarda la San Mauro del futuro, e per questo richiede attenzione, visione e coinvolgimento. Tutti devono essere parte del percorso, e questo è ciò che si sta cercando di fare».
Dunque la sua astensione non è un atto politico contro la maggioranza?
«Assolutamente no. È un atto di responsabilità. Per una variante così importante serve una visione sul futuro e un lavoro che garantisca prosperità alla città, alle categorie e ai cittadini. Il mio obiettivo è questo».
Ora non resta che attendere per capire quali effetti produrrà questo episodio.
C’è chi sostiene che i rapporti interni alla maggioranza potrebbero risentirne a lungo e chi si domanda se la sindaca Guazzora arriverà o meno a togliere le deleghe allo stesso Rastelli. In caso di rottura, resta da capire quale sarebbe la reazione del Partito Democratico, già messo alla prova nelle ultime settimane.
La situazione resta incerta e fotografa perfettamente il clima politico di queste ore: teso, incerto e tutt’altro che risolto.

