Tra autonomia regionale, cantieri strategici e nuovi servizi sociali per le aree interne, il Canavese prova a ritagliarsi un ruolo centrale nel dibattito politico piemontese. La giornata istituzionale andata in scena sabato 16 maggio tra Locana e Ingria non è stata soltanto un appuntamento amministrativo, ma un vero segnale politico rivolto ai territori montani troppo spesso rimasti ai margini delle grandi scelte regionali e nazionali.
Nella Sala Consiliare del Comune di Locana, il confronto promosso dal vicesindaco Mauro Guglielmetti ha riunito sindaci, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni piemontesi e parlamentari in un momento di dialogo che ha messo al centro le criticità — ma soprattutto le prospettive — delle comunità del Canavese.
Accanto all’assessore regionale Enrico Bussalino e all’onorevole Alessandro Giglio Vigna, gli amministratori del territorio hanno affrontato temi concreti: dalla tenuta dei servizi pubblici nelle aree montane alla necessità di accelerare gli investimenti infrastrutturali, fino alla sfida dell’autonomia regionale differenziata, considerata dagli enti locali uno strumento potenzialmente decisivo per rafforzare la capacità operativa dei piccoli Comuni.
Autonomia regionale e Comuni: la partita passa dalle aree interne
Nel corso dell’incontro, il tema dell’autonomia regionale è emerso come uno dei punti più significativi del confronto politico. Per gli amministratori presenti, una maggiore autonomia gestionale potrebbe tradursi in tempi decisionali più rapidi, minore burocrazia e strumenti più efficaci per affrontare emergenze territoriali, spopolamento e carenza di servizi.
Una posizione che si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sul futuro delle autonomie locali e sul rapporto tra Roma e i territori periferici. Non a caso, il confronto di Locana è stato letto da molti amministratori come un tentativo di riportare il Canavese dentro le grandi direttrici strategiche del Piemonte.
“Ponti fondamentali per la competitività del Canavese”
Forte attenzione è stata dedicata anche al nodo infrastrutturale, tema cruciale per un’area che da anni chiede collegamenti più sicuri ed efficienti.
Giglio Vigna ha puntato i riflettori sullo stato di avanzamento delle opere previste per il territorio canavesano, soffermandosi in particolare sugli interventi relativi ai ponti sul bacino del Po: Ponte Preti, Ponte di Castiglione, Ponte di Villafranca e Ponte di Villanova.
«Il territorio canavesano ha bisogno di infrastrutture moderne ed efficienti – ha dichiarato Giglio Vigna – e i progetti riguardanti il Ponte Preti, il Ponte di Castiglione, il Ponte di Villafranca e il Ponte di Villanova rappresentano opere fondamentali per le quali seguo l'avanzamento dell'iter ogni settimana per garantire collegamenti sicuri, sviluppo economico e maggiore competitività per tutta l’area interessata».
Parole che assumono un peso politico rilevante in vista delle future programmazioni regionali e dei fondi destinati alle opere pubbliche nelle aree periferiche del Piemonte.
La “Casa dei Sentieri”: nasce un presidio sociale
Nel pomeriggio, il baricentro della giornata si è spostato a Ingria, dove è stata inaugurata ufficialmente la nuova “Casa dei Sentieri”, spazio destinato ad accogliere progetti sociali e iniziative rivolte alle famiglie del territorio.
La struttura sarà gestita dall’associazione Mom’s Mamme On Line e punta a diventare un punto di riferimento per le comunità montane, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità sociale e difficoltà economica.
Al taglio del nastro hanno partecipato l’assessore Bussalino, il sindaco Igor De Santis, gli assessori Walter Perardi e Federico Bianco Levrin, i consiglieri comunali Andrea Cane e Stefano Venuti e il presidente della Pro Loco Luciano Orso Giacone, insieme a numerosi cittadini che hanno preso parte alla cerimonia inaugurale.
Il Canavese cerca una nuova centralità politica
La doppia iniziativa di Locana e Ingria rappresenta oggi qualcosa di più di una semplice giornata istituzionale: è il tentativo concreto di costruire una rete politica e amministrativa capace di riportare attenzione sulle aree montane del Canavese.
Infrastrutture, welfare territoriale, servizi e autonomia amministrativa diventano così le parole chiave di una strategia che punta a contrastare marginalizzazione e spopolamento, rilanciando il ruolo delle comunità locali attraverso un dialogo diretto con Regione e Parlamento.
Un messaggio chiaro emerge dalla giornata del 16 maggio: i piccoli Comuni chiedono meno promesse e più strumenti operativi. E il Canavese, oggi, vuole tornare protagonista.

