Gio, 21 Mag, 2026

Gran Paradiso, scontro sulla caccia allo stambecco: Avetta (PD): “Così si tradisce la storia del Parco”.

Gran Paradiso, scontro sulla caccia allo stambecco: Avetta (PD): “Così si tradisce la storia del Parco”.

Lo stambecco torna al centro dello scontro politico e ambientale in Piemonte. A far discutere è l’emendamento al DDL Malan n.1552 che potrebbe aprire alla possibilità di rendere cacciabile uno degli animali simbolo delle Alpi e del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale chiedendo alla Giunta piemontese di prendere posizione sul provvedimento approdato in Senato.

«Lo stambecco è la ragione stessa per cui esiste il Gran Paradiso - attacca Avetta. - Senza questa specie non sarebbe nato il primo parco nazionale italiano. Pensare oggi di inserirlo tra gli animali cacciabili è una scelta scellerata sotto ogni punto di vista».

“Dal simbolo della tutela ambientale a riserva di caccia”

Nel mirino del consigliere dem c’è il rischio che venga compromesso uno dei più importanti esempi italiani di conservazione faunistica. Proprio il Gran Paradiso, infatti, nel secolo scorso salvò lo stambecco dall’estinzione grazie alle prime politiche di protezione della fauna alpina.

«Oggi sul versante italiano delle Alpi si contano circa 15mila esemplari -  ricorda Avetta. - Aprire alla caccia significherebbe vanificare decenni di lavoro sulla biodiversità e trasformare un’oasi naturalistica amata dai turisti in una riserva venatoria».

Un passaggio che, secondo il PD, avrebbe conseguenze non soltanto ambientali ma anche economiche e culturali, colpendo l’immagine del Parco e il modello di turismo sostenibile costruito negli anni attorno alla valorizzazione della natura alpina.

La richiesta alla Regione Piemonte

L’interrogazione punta anche a fare chiarezza sul coinvolgimento della Regione Piemonte nel percorso legislativo.

«Vogliamo sapere se la Giunta guidata da Alberto Cirio fosse a conoscenza dell’emendamento oppure no -  incalza Avetta. - Nel caso in cui tutto sia avvenuto senza alcun confronto con il territorio, il Piemonte non può restare in silenzio».

Il consigliere chiede ora che la questione venga discussa nelle Commissioni consiliari competenti per valutare l’impatto della norma sul patrimonio faunistico alpino e sul futuro del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Un dibattito destinato a crescere

La proposta ha già acceso il confronto tra politica, ambientalisti e territori montani. Lo stambecco, considerato il simbolo storico del Gran Paradiso, rappresenta infatti uno dei casi più emblematici di recupero di una specie selvatica in Europa.

E proprio per questo, l’ipotesi di riaprire la caccia rischia di diventare uno dei temi ambientali più divisivi delle prossime settimane.

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