Negli Stati Generali della Pediatria 2025, la Società Italiana di Pediatria (SIP), tramite la sua Commissione sulle Dipendenze Digitali, ha presentato raccomandazioni aggiornate relative all’uso dei dispositivi digitali (smartphone, tablet, Internet) nei minori. A seguito di una revisione sistematica di oltre 6.800 studi, la SIP ha ridefinito alcune soglie di età e comportamenti raccomandati per proteggere lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico dei bambini.
Raccomandazioni principali
1. Età di accesso autonomo
- Non dare uno smartphone personale ai bambini prima dei 13 anni.
• Evitare l’accesso indipendente a Internet sotto i 13 anni, anche per la navigazione.
• Ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se legalmente permessi, al fine di ridurre l’esposizione precoce a contenuti potenzialmente dannosi.
2. Durata e modalità d’uso dei dispositivi digitali
- Evitare l’uso di device durante i pasti e nelle ore prima di andare a letto.
• Controllo adulto: l’uso dei dispositivi digitali deve essere mediato da un genitore/adulto, scegliendo preferibilmente contenuti educativi e praticando la co-visione.
• Promuovere, in alternativa allo schermo, attività reali: gioco creativo, lettura, sport, esperienze sociali.
3. Monitoraggio, dialogo e educazione
- Mantenere un dialogo costante tra genitori e figli sul digitale: come, quando e perché si usa un dispositivo.
• Utilizzare strumenti di controllo (“parental controls”) e supervisione per regolare l’accesso ai dispositivi.
• A scuola, promuovere un’educazione digitale consapevole, per insegnare ai ragazzi a gestire i rischi (cyberbullismo, disinformazione, dipendenza) e a interagire in modo sano con la tecnologia.
Evidenze scientifiche alla base delle raccomandazioni
- Linguaggio: nei bambini sotto i 2 anni, un aumento di soli 30 minuti al giorno di uso degli schermi è associato a un raddoppio del rischio di ritardo nel linguaggio.
• Sonno: tra i 3 e i 5 anni, ogni ora aggiuntiva di esposizione allo schermo può ridurre la durata del sonno di circa 15 minuti.
• Salute cardiovascolare e peso corporeo: nei bambini tra 3 e 6 anni, oltre 50 minuti al giorno di schermo sono associati a un maggior rischio di ipertensione pediatrica e sovrappeso.
• Sviluppo cognitivo ed emotivo: la stimolazione digitale precoce e prolungata può influenzare negativamente l’attenzione, l’autoregolazione emotiva e l’apprendimento.
• Salute mentale: nei minori più grandi (pre-adolescenti) si osservano associazioni tra uso intensivo dei dispositivi e ansia, solitudine, isolamento, perdita di autostima.
• Sicurezza digitale: rischio aumentato di cyberbullismo, esposizione a contenuti violenti o sessuali, sexting.
• Salute visiva: uso prolungato degli schermi può favorire affaticamento oculare, secchezza, potenziale miopizzazione precoce.
La plasticità cerebrale in età pediatrica
La SIP sottolinea che l’età pediatrica rappresenta una fase di straordinaria plasticità cerebrale. Il cervello dei bambini continua a crescere, riorganizzarsi e sviluppare connessioni sinaptiche fino all’adolescenza.
L’esposizione digitale non è neutra: un uso non mediato può alterare i meccanismi di attenzione (favorendo l’attenzione frammentata), la regolazione emotiva (riducendo la capacità di autoregolarsi senza stimolo esterno) e può interferire con le esperienze fisiologiche essenziali come il gioco libero, la noia creativa e il sonno, che sono fondamentali per la maturazione cognitiva.
Conclusioni
Le nuove raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria rappresentano un aggiornamento importante e basato su evidenza robusta sul rapporto tra bambini e dispositivi digitali. L’indicazione di non introdurre uno smartphone personale prima dei 13 anni non è una mera restrizione, ma un investimento nella salute cognitiva, emotiva e relazionale dei più giovani.
In un mondo sempre più digitalizzato, non basta “vietare”: serve educare, supervisionare e supportare. Il vero obiettivo è aiutare i bambini a crescere in equilibrio, con tempo per lo schermo ma anche – e soprattutto – tempo per la vita reale.

