Dal 15 al 19 aprile torna a Torino la quinta edizione della Biennale Tecnologia, il grande evento culturale promosso dal Politecnico di Torino che mette al centro il rapporto tra tecnologia e società.
Il tema scelto per quest’anno è “Soluzioni”, una parola chiave che guida oltre 120 appuntamenti con più di 300 ospiti internazionali, tra scienza, arte, filosofia e innovazione.
La Biennale 2026 si interroga su una domanda fondamentale: come può la tecnologia servire davvero il bene collettivo? Dalle sfide ambientali a quelle digitali, passando per economia, salute e cultura, il festival punta a individuare risposte concrete e condivise, superando il divario tra discipline scientifiche e umanistiche sotto il claim “Tech Cultures”.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano nomi di rilievo del panorama culturale e scientifico: Alessandro Vespignani, che inaugura la manifestazione con una lectio sull’intelligenza artificiale; Mitchell Baker, sul futuro del web libero; Karen Hao, sull’impatto democratico dell’AI; Marcus du Sautoy, sul rapporto tra numeri e arte; Daniel Susskind, sulle trasformazioni del lavoro. Tra gli italiani: Paolo Benanti, Dario Bressanini, Maccio Capatonda, Marco Paolini, Gustavo Zagrebelsky e molti altri.
Eventi, spettacoli e mostre in città
Durante i giorni della manifestazione, la Biennale trasforma Torino in un vero e proprio laboratorio diffuso, animato da incontri e conferenze dedicate a intelligenza artificiale, geopolitica, scienza e cultura. Accanto agli approfondimenti, trovano spazio anche spettacoli teatrali – tra cui quello firmato da Marco Paolini – mostre come Framing Problems e Dati Sensibili, attività pensate per scuole e famiglie e iniziative aperte al pubblico come “Tecnologia in Piazza”, in programma il 18 e 19 aprile in piazza San Carlo.
L’intero tessuto urbano è coinvolto: dagli spazi simbolo come il Museo Egizio e il Teatro Regio, fino alle OGR, ai musei e a numerosi luoghi della cultura disseminati in tutta la città.
Tutti gli eventi della Biennale Tecnologia sono gratuiti fino a esaurimento posti, con l’obiettivo di creare un dialogo aperto tra cittadini, studiosi e artisti.
Dal confronto tra discipline diverse nasce così una visione più consapevole del futuro, in cui tecnologia e società evolvono insieme.

