Gio, 7 Mag, 2026

Turismo outdoor Piemonte, Pompeo attacca la Regione: “Crescita record, ma la Giunta lascia escluse 707 imprese”

Turismo outdoor Piemonte, Pompeo attacca la Regione: “Crescita record, ma la Giunta lascia escluse 707 imprese”

Il Piemonte corre nel turismo all’aria aperta, ma la Regione resta al palo. È questo il duro affondo politico lanciato da Laura Pompeo, consigliera regionale del Partito Democratico, che accusa la Giunta piemontese di aver frenato uno dei comparti più dinamici dell’economia turistica regionale, lasciando senza contributi oltre il 70% delle imprese giudicate idonee.

Con un’interrogazione depositata in Consiglio regionale, Pompeo apre un nuovo fronte polemico contro l’Amministrazione regionale piemontese: nel mirino c’è la gestione dei fondi destinati al turismo outdoor, considerata insufficiente e incapace di sostenere la crescita di un settore che sta trainando numeri record.

Piemonte in crescita, ma i fondi regionali non bastano

I dati parlano chiaro: nei primi nove mesi del 2025 il Piemonte ha registrato un incremento del 5% negli arrivi turistici e oltre il 7% nelle presenze rispetto all’anno precedente. Un risultato trainato soprattutto dai mercati esteri — Germania, Benelux, Francia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti — ma con una crescita significativa anche del turismo interno, in controtendenza rispetto al quadro nazionale.

Eppure, secondo il PD, a questa espansione non è corrisposta una risposta adeguata da parte della Regione Piemonte.

«La dotazione di 15,87 milioni di euro si è rivelata del tutto insufficiente» denuncia Pompeo. Su 1.009 imprese risultate idonee al bando, infatti, solo 302 hanno ottenuto finanziamenti. Restano escluse ben 707 realtà produttive: campeggi, villaggi turistici e strutture ricettive immerse nella natura che avevano già predisposto investimenti in riqualificazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale.

e12de495 d6c1 4605 9f85 99015fcb22a9Laura Pompeo (Partito Democratico)

L’accusa: “Scelta miope che indebolisce il Piemonte”

Per l’esponente dem, si tratta di una scelta politica grave, che rischia di compromettere la competitività piemontese proprio mentre il comparto mostra segnali di forte vitalità.

«Lasciare senza sostegno centinaia di PMI significa frenare lo sviluppo e regalare vantaggi alle altre regioni italiane ed europee» attacca Pompeo, puntando il dito contro una programmazione definita “miope” e incapace di cogliere il potenziale economico del turismo outdoor.

Il settore, del resto, rappresenta oggi una leva strategica: solo nel 2024 ha attirato quasi 1,9 milioni di visitatori, tra cui oltre 75 mila francesi, confermandosi uno dei segmenti più promettenti dell’offerta turistica piemontese.

Le richieste: più risorse e piano straordinario

Nell’interrogazione presentata in Consiglio regionale, Pompeo sollecita la Giunta a spiegare con quali strumenti intenda intervenire per non lasciare indietro le 707 imprese escluse dai contributi. La consigliera dem chiede innanzitutto se siano già allo studio nuove risorse per coprire tutte le domande idonee rimaste senza finanziamento e se, in prospettiva, la Regione abbia intenzione di rafforzare stabilmente i fondi destinati ai prossimi bandi.

Al tempo stesso, la consigliera dem domanda se l’esecutivo piemontese non ritenga necessario mettere in campo un piano straordinario dedicato al turismo all’aria aperta, capace di sostenere concretamente la transizione ecologica e digitale delle strutture ricettive, accompagnato da misure di semplificazione urbanistica. Infine, punta l’attenzione anche sui criteri di assegnazione dei futuri bandi, chiedendo una revisione che consenta lo scorrimento automatico delle graduatorie e impedisca che centinaia di imprese restino escluse pur avendo i requisiti richiesti.

Scontro politico aperto sul turismo

La polemica si inserisce in un clima già teso sul fronte economico regionale, dove l’opposizione contesta alla maggioranza una gestione frammentata delle politiche di sviluppo. Il turismo outdoor diventa così terreno di scontro politico: da una parte una domanda in forte espansione, dall’altra — accusa il PD — una Regione incapace di trasformare il boom turistico in opportunità concreta per le imprese.

Il messaggio finale di Pompeo è netto: «Se la Regione crede davvero nel turismo all’aria aperta, deve dimostrarlo con investimenti adeguati e continui. Non possiamo perdere terreno proprio adesso che il Piemonte cresce più della media nazionale».

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