Dom, 11 Gen, 2026

Sanità pubblica smantellata a Borgaro: la verità scomoda sui tagli che colpiscono i cittadini e tutta la comunità

Sanità pubblica smantellata a Borgaro: la verità scomoda sui tagli che colpiscono i cittadini e tutta la comunità

C’è una parola che descrive perfettamente quello che sta accadendo a Borgaro Torinese: arretramento.
Un arretramento grave, silenzioso, mascherato da “razionalizzazione”, che sta privando la comunità di servizi sanitari essenziali.

Ma c’è un punto che va chiarito subito, senza ambiguità: questa situazione non è subita in silenzio.
L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Gambino ha formalmente contestato le scelte che stanno colpendo il territorio e ha preso posizione contro la riduzione dei servizi sanitari.

Borgaro perde servizi sanitari fondamentali

Nel quadro delle politiche di riduzione della sanità pubblica decise dalla Regione Piemonte e attuate dall’ASL TO4, anche Borgaro Torinese viene colpita duramente.

Lo sportello prenotazioni chiude.
Il servizio vaccinale viene progressivamente spostato a Caselle.
I cittadini devono arrangiarsi, spostarsi, adattarsi.

Il tutto nonostante il Comune abbia rinnovato la convenzione e messo a disposizione per anni i locali comunali di via Santi Cosma e Damiano, proprio per garantire servizi sanitari di prossimità.
Altro che “mancato affitto” o “scarsa collaborazione”: questa narrazione è semplicemente falsa.

Scelta unilaterale, non condivisa, fatta per risparmiare

La verità è scomoda ma evidente: la riduzione dei servizi è una decisione unilaterale dell’ASL TO4, giustificata da logiche di risparmio economico.

Una scelta che l’Amministrazione Gambino ha apertamente contestato, definendola frettolosa e dannosa, e contro la quale ha annunciato iniziative politiche formali, a partire da un Ordine del Giorno indirizzato a Regione Piemonte e ASL TO4 per chiedere il ripristino dei servizi sanitari di prossimità.

È vero: Borgaro è diventata un punto di riferimento territoriale grazie alla concentrazione della Neuropsichiatria infantile e del centro per l’autismo. Un servizio fondamentale, voluto e difeso dall’Amministrazione comunale.

Ma questo non può essere usato come alibi per giustificare l’allontanamento degli altri servizi.
E su questo il Comune è stato chiaro: un diritto non può compensarne un altro.

“Bastano le app”? No, basta ignorare i più fragili

Dire che oggi “ci sono le app, il CUP telefonico o le farmacie” significa non conoscere la realtà quotidiana di molti cittadini.

Anziani, famiglie e persone fragili utilizzavano lo sportello sanitario perché non possono o non sanno usare strumenti digitali, o perché non sono nelle condizioni di spostarsi fuori Comune.

È su questo punto che la protesta dell’Amministrazione Gambino diventa politica nel senso più pieno del termine: difendere chi rischia di restare indietro.

Queste decisioni sono state assunte senza una reale valutazione dell’impatto sociale e con ricadute pesanti sul territorio.

Per questo il Comune di Borgaro Torinese non ha accettato passivamente la situazione e ha scelto di alzare la voce, chiedendo una revisione immediata delle scelte operate dall’ASL TO4.

Le prenotazioni restano possibili tramite: App regionale, CUP telefonico, Farmacia Comunale di Piazza Agorà, Farmacia Bisciari di via Ciriè.

Ma questo non basta.

Perché la sanità pubblica non è un’azienda, non è una piattaforma digitale, non è una voce da tagliare quando serve far quadrare i conti.

È un diritto.
E quando quel diritto viene colpito, Borgaro – e la sua Amministrazione – hanno scelto di non stare in silenzio.

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