Mar, 16 Lug, 2024

Dopo il caso di Villanova Canavese i consiglieri regionali Cane e Magliano tornano a chiedere una rete di "Culle per la vita"

Dopo il caso di Villanova Canavese i consiglieri regionali Cane e Magliano tornano a chiedere una rete di "Culle per la vita"

In Piemonte al momento sono solo 5. Serve anche una capillare campagna di informazione

La vicenda di Lorenzo il neonato abbandonato in un cassonetto ancora con il cordone ombelicale attaccato alla placenta, a Villanova Canavese, che con i suoi lamenti ha attirato l’attenzione di un giovane che ha prontamente agito per salvargli la vita, riporta all’attenzione sugli strumenti e le misure concrete per prevenire situazioni simili in futuro.

«Ci troviamo di fronte a una realtà che – commenta Andrea Cane (Lega), vicepresidente della commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte - seppur risolta positivamente in questo caso, potrebbe facilmente trasformarsi in una tragedia, Quante altre storie simili sfuggono alla nostra attenzione? Per questo motivo in passato, ho presentato in Consiglio regionale del Piemonte un Ordine del Giorno per sostenere le neo-mamme in situazioni di difficoltà».

Il consigliere regionale canavesano aveva infatti proposto con un ordine del giorno un incremento delle "Culle per la vita" in Piemonte, attualmente limitate a cinque postazioni. Le culle sono spazi concepiti per consentire alle mamme di lasciare i neonati in totale sicurezza e protezione, garantendo al contempo la loro privacy. Per sensibilizzare sulle possibilità offerte da queste strutture, Cane torna a chiedere una campagna di informazione capillare sul territorio piemontese.

«La tutela dell'infanzia è un dovere che deve essere sostenuto con azioni concrete - conclude -, questa proposta mira a proteggere i neonati e offrire supporto alle mamme in situazioni difficili, contribuendo a costruire un futuro più sicuro e solidale per tutti ed evitando gesti sconsiderati e disperati come quello occorso proprio nel mio Canavese».

Sulla stessa linea il consigliere regionale dei Moderati Silvio Magliano «tra il dolore per la notizia dell'abbandono di un neonato in un cassonetto dell'immondizia e il sollievo per il fatto che ora il bambino è salvo e sta bene, ribadisco la richiesta da me espressa in Consiglio regionale con un OdG  la scorsa primavera per porre rimedio all'attuale carenza di "Culle per la vita", oggi disponibili in cinque sole località in Piemonte. Le "Culle per la vita", se diffuse sul territorio in luoghi che garantiscano il massimo dell'anonimato, possono rappresentare un'alternativa a gesti estremi di disperazione, garantendo la sopravvivenza del bambino abbandonato e, alla donna o alla coppia, la certezza che in breve tempo il neonato incontrerà persone e sanitari pronti a prendersene cura. Chiedo inoltre campagne di informazione adeguate, che coinvolgano i Comuni e che permettano di garantire alle madri e alle coppie piemontesi la piena consapevolezza di questa possibilità».

"Le culle per la vita" sono pensate per garantire un facile utilizzo e un pronto intervento per la salvaguardia del bambino. L’anonimato della mamma che ha preso la decisione di lasciare il suo bambino è rigorosamente garantito. Si trovano in luoghi facilmente raggiungibili (cinque in Piemonte: Asti, Biella, Casale, Giaveno e Torino) e sono dotate di riscaldamento, chiusura di sicurezza, rete con il servizio di soccorso medico, presidio di controllo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

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