Mar, 16 Lug, 2024

Il violento vento caldo che ha sferzato il torinese ha già provocato oltre un milione di danni all'agricoltura

Fienili, tettoie, stalle scoperchiati e tunnel di coltivazione completamente distrutti

Per le strutture agricole del Torinese inizia la conta dei danni causati dal forte vento che da giovedì sera, 22 dicembre e per tutta la giornata di ieri, ha sferzato in tutta la provincia. 

E anche se non è ancora possibile una stima completa dei danni, dalle comunicazioni finora arrivate agli uffici di Coldiretti Torino, si è toccato il milione di euro  con Canavese, il Ciriacese, la Bassa valle di Susa, la zona ovest di Torino, come zone più colpite dove sono stati scoperchiati tetti di pagliai e fienili oltre a tettoie di stalle e tunnel di coltivazione. Grande spavento, in particolare, per gli allevatori che hanno dovuto tranquillizzare i loro animali terrorizzati che, nel panico, hanno rischiato di ferirsi. Per fortuna, nessun crollo ha coinvolto direttamente animali nelle stalle e nei pollai. Intanto, dall’alba sono iniziati i lavori di sgombero e messa in sicurezza delle strutture danneggiate.

«I nostri soci – informa il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici - ci stanno comunicando danni davvero rilevanti, anche su strutture di recente costruzione realizzate seguendo l’esperienza degli agricoltori che, da generazioni, abitano il territorio. Ma un vento così eccezionale non lo immaginava nessuno. Come sindacato siamo vicini ai nostri soci e a tutte le aziende agricole. Di fronte a disastri come questi dobbiamo sentirci come una grande famiglia e non fare mancare la nostra solidarietà. I nostri uffici zona, sono, naturalmente, a disposizione delle aziende».

Di fronte al vento caldo (ben 18 gradi) e secco che è soffiato su boschi e pascoli senza neve, asciutti da settimane senza pioggia, è alto il rischio di incendi innescati da piromani che attendono proprio i giorni di vento per appiccare il fuoco.

«Raccomandiamo a tutti gli agricoltori e a tutti i cittadini la massima vigilanza - conclude - contro il triste fenomeno degli incendi nei giorni di vento che, nelle nostre valli e nelle fasce pedemontane, a ogni inverno secco, provocano disastri immani al patrimonio forestale e ai pascoli. Vigilanza anche per le aziende agricole di queste stesse zone colpite dal vento dove in questi ultimi anni si sono verificati troppi incendi a danno, soprattutto, di pagliai e fienili».

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