I Vigili del Fuoco non sono “addetti alla censura” e non possono essere distolti dal loro compito principale – il soccorso – per rimuovere striscioni di protesta. È dura la presa di posizione dei sindacati CGIL-FP e USB VVF, che in una nota congiunta chiedono lumi su una pratica diventata ormai frequente: le richieste delle Forze dell’Ordine al Comando di Torino di intervenire per eliminare manifesti e drappi appesi da cittadini e movimenti, spesso in segno di dissenso verso le guerre in Ucraina e in Palestina.
«Non risulta che questa tipologia di intervento – spiegano Nunzio De Nigris (CGIL-FP) e Danilo Molinaro (USB VVF) – rientri tra le casistiche previste dagli ordinamenti in vigore. Si tratta di questioni di ordine pubblico e non di sicurezza, dato che il materiale da rimuovere non costituisce pericolo né contiene scritte offensive».
Secondo i sindacati, l’impiego dei Vigili del Fuoco in queste operazioni non solo toglie energie a un dispositivo di soccorso già insufficiente, ma rischia anche di compromettere l’immagine stessa del Corpo. «Esporre inutilmente il personale in un clima geopolitico così teso significa indebolire il ruolo dei Vigili del Fuoco e piegarlo a logiche estranee alla missione di servizio pubblico», denunciano.
La richiesta è chiara: i sindacati vogliono sapere se e quali direttive siano state impartite ai responsabili provinciali e chiedono che in futuro queste disposizioni non vengano più eseguite. «Il CNVVF non può essere trasformato in uno strumento repressivo», avvertono, annunciando battaglia qualora la situazione non cambi.

