Si rompe il silenzio attorno alla Casa di Comunità di Venaria Reale. Fuori da Palazzo Lascaris e dal Consiglio regionale, cresce infatti la protesta per lo stallo che continua a bloccare uno dei progetti sanitari più attesi del territorio.
I lavori di riqualificazione dell’ex ambulatorio di via Lelio Silva erano stati annunciati per settembre scorso grazie a un finanziamento PNRR da 1,8 milioni di euro. Ma, nonostante gli annunci e un cronoprogramma che fissa la conclusione degli interventi entro il 30 giugno, i cantieri risultano ancora fermi.
Un ritardo che pesa soprattutto sui cittadini. L’intervento prevede infatti l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’efficientamento energetico dell’edificio e una completa riorganizzazione degli spazi, con l’obiettivo di creare un presidio sanitario moderno e realmente vicino alle esigenze del territorio.
La Casa di Comunità rappresenta infatti uno dei cardini della nuova sanità territoriale: servizi di prossimità, ambulatori, pediatria, diagnostica, assistenza psicologica e cure accessibili senza dover congestionare ospedali e pronto soccorso. Proprio per questo, il blocco dell’opera sta alimentando polemiche sempre più dure sul piano politico e istituzionale.
Sulla vicenda è intervenuta la consigliera regionale e coordinatrice piemontese del Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato, presente lunedì 11 maggio al presidio promosso dall’intera coalizione progressista guidata dal candidato sindaco Mirco Repetto.
«Grazie al lavoro del Governo Conte e agli investimenti del PNRR è stato possibile avviare in Piemonte una delle più grandi operazioni di edilizia sanitaria degli ultimi decenni, con oltre cento strutture tra Case e Ospedali di Comunità finanziate sul territorio regionale. Per noi investire nella sanità pubblica e di prossimità è la strada giusta. Basta con i rinvii: i lavori devono partire subito, senza ulteriori ritardi. Ai cittadini è doveroso garantire una sanità pubblica che funzioni davvero, vicina alle persone e capace di dare risposte concrete ogni giorno» dichiara Disabato.
La consigliera punta il dito contro quello che definisce un immobilismo politico trasversale alle istituzioni coinvolte.
«È ancora tutto fermo ai nastri di partenza. Avevamo già sollevato il tema in Consiglio regionale con un’interrogazione più di un anno fa, ma ad oggi nulla è cambiato. È grave che, di fronte a ritardi e stalli evidenti, nessuno abbia mosso un dito per sbloccare la situazione: né la Giunta comunale, né la Giunta regionale, né il Governo Meloni, tutti dello stesso colore politico» attacca l’esponente pentastellata.
Il tema, però, va oltre lo scontro politico. Le scadenze imposte dal PNRR si avvicinano rapidamente e il rischio che Venaria perda un’occasione strategica per rafforzare la sanità territoriale diventa sempre più concreto. Dopo gli annunci e le promesse, ora cittadini e opposizioni chiedono risposte, tempi certi e soprattutto l’avvio immediato dei lavori.
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