Dom, 15 Feb, 2026

Difendere la sanità pubblica oggi significa proteggere il futuro sociale, scientifico ed economico dell’Italia

Difendere la sanità pubblica oggi significa proteggere il futuro sociale, scientifico ed economico dell’Italia

In un’epoca segnata da profonde trasformazioni demografiche, sociali ed economiche, il diritto alla salute torna al centro del dibattito pubblico come indicatore chiave della qualità di una democrazia. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo appuntamento di GiovedìScienza, in programma oggi, giovedì 12 febbraio alle 17.45 all' Accademia delle Scienze di Torino, nella storica Sala dei Mappamondi.

Il titolo dell’incontro, “Se lasciamo indietro qualcuno, restiamo indietro tutti. Curare la sanità, curare il nostro futuro”, non è uno slogan, ma una sintesi efficace di una verità supportata da evidenze scientifiche ed economiche: un sistema sanitario che perde universalità e accessibilità indebolisce l’intera società.

Quando la salute diventa una questione di equità

La domanda che apre la riflessione è volutamente provocatoria: riusciremmo a vivere in uno Stato in cui un bambino non può accedere a un trapianto salvavita, pur essendo disponibile la tecnologia medica?
Uno scenario che può sembrare estremo, ma che in alcune aree del mondo — e sempre più spesso anche in Europa — non è più solo teorico.

La sanità pubblica non è soltanto una voce di bilancio: è un investimento ad alto rendimento sociale, capace di generare benessere, produttività e coesione. Numerosi studi dimostrano che sistemi sanitari universalistici riducono le disuguaglianze, migliorano gli esiti di salute e rafforzano la resilienza economica dei Paesi, soprattutto in tempi di crisi.

La voce dell’esperienza: Nerina Dirindin

A guidare l’incontro sarà Nerina Dirindin, economista pubblica tra le più autorevoli esperte italiane di sistemi sanitari e politiche di welfare. Il suo profilo unisce rigore accademico e responsabilità istituzionali: già docente all’Università di Torino, è stata direttrice generale del Ministero della Salute, assessora alla sanità della Regione Sardegna e senatrice della Repubblica.

Da anni Dirindin è impegnata nella difesa del Servizio Sanitario Nazionale come promotrice e coordinatrice della rete “Non possiamo restare in silenzio. La società civile per la sanità pubblica”, un laboratorio di pensiero e azione che riunisce studiosi, operatori sanitari e cittadini.

Capire il presente per difendere il futuro

Attraverso dati aggiornati, esempi concreti e un’analisi dei processi decisionali, la relatrice offrirà al pubblico gli strumenti per comprendere cosa sta cambiando nel sistema sanitario italiano: dal sottofinanziamento strutturale alla carenza di personale, fino al rischio di una crescente privatizzazione delle cure.

Difendere i principi fondativi del Servizio Sanitario Nazionale — universalità, equità, solidarietà — non è solo una scelta politica, ma una responsabilità scientifica e culturale. Perché, come ricorda il titolo dell’evento, lasciare indietro qualcuno significa rallentare il progresso di tutti.

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