Dom, 8 Feb, 2026

Nuovo municipio: l’ex Baulino riapre dopo oltre un decennio di abbandono e diventa il cuore della vita civica

Ci sono edifici che non sono solo muri, ma pagine di storia collettiva. Ieri, sabato 7 febbraio, Caselle Torinese ne ha riaperto una fondamentale, inaugurando il nuovo municipio nell’ex Baulino, luogo che per secoli ha accolto fragilità, cure e memoria e che oggi torna a essere casa delle istituzioni e dei cittadini. Dopo oltre dieci anni di silenzio, lo storico edificio rinasce come cuore amministrativo della città, simbolo di continuità tra il sacrificio del passato e le responsabilità del presente.

Con il trasferimento degli uffici comunali in un’unica sede, il nuovo palazzo civico rappresenta non solo una scelta organizzativa, ma un progetto politico e culturale: riportare il Comune al centro della vita cittadina, rendendolo più accessibile, efficiente e vicino ai cittadini. L’intervento di recupero, costato poco più di 2 milioni di euro ha previsto la demolizione completa degli spazi interni e la rimozione dei vecchi servizi igienici, per riconfigurare l’edificio secondo le esigenze della moderna amministrazione pubblica.

L’inaugurazione ieri si è svolta davanti a una folla numerosa e partecipe. In piazza erano presenti amministratori locali e regionali, ex sindaci della città (Stefano Milelli oggi 87enne, Nicolas Russello e Federico Zavatteri), rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni e tanti primi cittadini della Vallata e dei Comuni limitrofi. A rendere l’atmosfera particolarmente intensa sono stati soprattutto i bambini delle scuole cittadine, che hanno donato cartelloni al sindaco e cantato a squarciagola l’inno di Mameli, sventolando bandierine tricolori.

Il taglio del nastro è stato volutamente preceduto dalla commemorazione dell’81° anniversario dell’Eccidio del Prato della Fiera, avvenuto il 1° febbraio 1945. Una scelta carica di significato, promossa dalla sezione Anpi “Santina Gregoris” insieme all’Amministrazione comunale, per ricordare i partigiani uccisi e rinnovare i valori della Resistenza e della democrazia. Proprio sulla facciata del nuovo municipio è stata collocata la lapide con i nomi e le fotografie dei partigiani, in precedenza custodita in una teca nella piazza.

«Non è una coincidenza - ha spiegato il sindaco Giuseppe Marsaglia. - Il giorno in cui ricordiamo quel sacrificio è anche il giorno in cui apriamo il nuovo municipio. Ma ciò che inauguriamo davvero è un modo di stare insieme. Questa lapide non è un semplice ricordo: è una bussola. Ci ricorda che i sogni non muoiono se qualcuno li porta avanti. Davanti a questa lapide vogliamo fare una promessa: che le aspirazioni di chi ha dato la vita per la libertà non saranno dimenticate e che quelle della nostra comunità, dei nostri bambini, degli anziani e delle famiglie saranno difese con la stessa determinazione».

Il primo cittadino ha poi sottolineato il valore simbolico del nuovo palazzo civico: «Questo edificio sarà luogo di memoria, di partecipazione democratica e di servizio alla comunità. È l’espressione del legame tra la storia di Caselle e il suo futuro, tra ciò che siamo stati e ciò che vogliamo diventare».

Al taglio del nastro ha preso parte anche l’assessore regionale Andrea Tronzano, che ha evidenziato il significato dell’opera per i cittadini: «Inaugurare un municipio significa parlare di efficienza e di attenzione concreta alle esigenze delle persone. La pubblica amministrazione sta facendo uno sforzo importante per recuperare ritardi storici e rendere più semplice la vita quotidiana. Ringrazio il Comune di Caselle, il sindaco e la giunta per il lavoro svolto: i cittadini ne vedranno i benefici».

Il nuovo municipio custodisce anche una curiosità poco nota: sarà uno dei pochi in Italia a ospitare una cappella interna. Al momento non ancora riqualificata, verrà recuperata in futuro, rafforzando ulteriormente il legame tra la storia secolare dell’edificio e la sua nuova funzione pubblica.

Nei prossimi giorni inizierà il trasferimento degli uffici comunali.

Per la città non si tratta soltanto di un cambio di sede, ma dell’apertura di una nuova fase: un palazzo civico che torna a essere casa della comunità, spazio di incontro e simbolo vivo di democrazia.

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