C’è una domanda che attraversa da anni il caso di Garlasco e che ancora oggi continua a interrogare opinione pubblica, magistratura e giornalismo: può esistere una distanza tra ciò che appare evidente mediaticamente e ciò che invece può essere dimostrato in tribunale?
È attorno a questo nodo irrisolto che ruoterà l’incontro in programma giovedì 14 maggio alle 19.30 presso il Grand Hotel Principi di Piemonte di Torino, dove il giudice Stefano Vitelli presenterà per la prima volta nel capoluogo piemontese il volume Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d’Italia, scritto insieme al giornalista Giuseppe Legato.
Vitelli è il magistrato che, nel suo percorso giudiziario, assolse Alberto Stasi in uno dei procedimenti più controversi della cronaca nera italiana contemporanea: l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007.
Il caso Garlasco tra giustizia e pressione mediatica
A quasi vent’anni dai fatti, il delitto di Garlasco continua a rappresentare uno spartiacque nel rapporto tra informazione, opinione pubblica e sistema giudiziario. Il caso ha attraversato assoluzioni, condanne, ribaltamenti processuali e un’esposizione mediatica senza precedenti, trasformandosi in un vero fenomeno culturale oltre che giudiziario.
Il libro di Vitelli e Legato si inserisce proprio in questo terreno complesso, affrontando il significato del “ragionevole dubbio” non come formula tecnica, ma come principio fondativo della giustizia democratica.
L’incontro torinese promette dunque di andare oltre la semplice presentazione editoriale. Al centro ci saranno temi cruciali: il peso delle decisioni giudiziarie, la responsabilità del magistrato, il ruolo dell’informazione e il confine fragile tra percezione collettiva e verità processuale.
Torino ospita un confronto raro sulla cultura del dubbio
L’appuntamento conclude il programma di Una serata tra le pagine, inserito nel progetto culturale Principi di Piemonte UNA Experience, e assume un significato particolare per la città di Torino.
Non si tratterà infatti di una celebrazione del clamore mediatico che per anni ha accompagnato il caso Garlasco, ma di una riflessione pubblica sulla complessità del giudicare e sul diritto al dubbio in una società dominata da processi paralleli celebrati nei talk show, nei social e nei titoli di cronaca.
La presenza di Stefano Vitelli rappresenta un’occasione rara: quella di ascoltare direttamente la voce di un magistrato che ha vissuto dall’interno una vicenda destinata a segnare la storia giudiziaria italiana recente.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

