A quasi trent’anni dalla sua prima pubblicazione, “Fuori e dentro il borgo” torna in libreria in una nuova edizione arricchita da una prefazione inedita e dalla sceneggiatura integrale di Radiofreccia.
Luciano Ligabue ha presentato il volume al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’Auditorium Agnelli, riportando al centro della scena uno dei progetti più intimi e rappresentativi del suo percorso artistico.
Pubblicato per la prima volta nel 1997, il libro segna l’esordio narrativo del cantautore emiliano e raccoglie racconti popolati da figure di provincia, personaggi eccentrici e luoghi sospesi tra memoria e quotidianità. Un universo umano che affonda le radici a Correggio, il paese dove Ligabue è nato e cresciuto, e che continua a nutrire la sua poetica musicale e cinematografica.
“Chiamatemi solo Luciano”
Durante l’incontro moderato da Andrea Delogu, l’artista ha ripercorso la sua carriera seguendo il filo dei “perché no”, espressione che per lui rappresenta un modo di affrontare la vita e le scelte artistiche. Cantante, scrittore, regista e persino ex consigliere comunale, Ligabue ha ribadito con semplicità: «Chiamatemi solo Luciano».
Il libro è nato dopo il successo di Buon Compleanno Elvis del 1995, quando diverse case editrici hanno iniziato a cercarlo con l’idea di trasformarlo in autore.
«Non sapevano nemmeno loro quale libro volessero», ha raccontato. La svolta è arrivata grazie a un editor di Smemoranda, che gli ha proposto un progetto preciso: raccontare un borgo popolato da “estrosi, semisvitati” e da persone conosciute davvero. Da lì ha preso forma una narrazione profondamente autobiografica, pur senza esserlo esplicitamente.
La timidezza, la radio e gli inizi
Ligabue si definisce infatti “un osservatore”, più che un protagonista. «Sono stato e sarò sempre timido», ha spiegato, ricordando come proprio quella timidezza lo abbia spinto verso la radio, il primo vero laboratorio della sua voce artistica.
Negli anni delle radio libere, molto prima dei social network e del web, ha condotto un programma musicale in cui portava da casa i dischi che amava, raccontandoli agli ascoltatori.
«Dietro un microfono era un gioco bellissimo - ha ricordato. - Dovevi spiegare bene perché amavi quella musica. Ed è lì che è partito tutto».
Nel 1990 arriva il debutto discografico con Balliamo sul mondo, il singolo che segna l’inizio ufficiale della sua carriera musicale.
«È stata una sensazione violenta. Mi sono sentito al posto giusto», ha raccontato il cantautore. Da allora, il legame con la provincia emiliana è rimasto centrale nella sua produzione: «Quello che scrivi è sempre la fotografia di chi sei in quel momento. Ogni album, ogni canzone e ogni libro sono un autoritratto dell’anima».
Il ritorno di Radiofreccia
La nuova edizione di Fuori e dentro il borgo include anche un regalo speciale per i lettori: la sceneggiatura completa di Radiofreccia, il film che nel 1998 consacrò Stefano Accorsi come uno degli attori simbolo del cinema italiano contemporaneo.
Nato quasi per caso da una proposta del produttore Domenico Procacci, il film è stato scritto insieme ad Antonio Leotti e ha conquistato tre David di Donatello, diventando negli anni un autentico cult generazionale.
«Non era qualcosa che desideravo fare - ha ammesso Ligabue parlando della regia. - Era semplicemente una storia ambientata in un bar, tra quattro amici, in un’epoca segnata dall’eroina, di cui allora si sapeva ancora troppo poco». Una narrazione che, pur radicata nella provincia emiliana, è riuscita a parlare a un’intera generazione.
Il “Credo” di Freccia e l’eredità di Tondelli
Nel corso dell’incontro è emerso anche il legame ideale con Vittorio Tondelli, altro grande narratore di Correggio. E inevitabilmente si è tornati al celebre “Credo” pronunciato dal personaggio di Freccia davanti al microfono della radio: uno dei monologhi più iconici del cinema italiano degli anni Novanta.
«Quando qualcuno racconta in cosa crede davanti a un pubblico - ha spiegato Ligabue - sta mettendo a nudo la propria anima».
L’artista tornerà a Torino il prossimo 17 giugno con il concerto Certe notti a Torino, in programma all’Allianz Stadium.

