Bullismo e cyberbullismo, il Piemonte rilancia: più fondi e un piano triennale per proteggere i giovani
Il Piemonte rilancia la sua battaglia contro bullismo e cyberbullismo. Il Consiglio regionale ha approvato ieri, martedì 14 ottobre, il Piano triennale 2025–2027 per la prevenzione e il contrasto del fenomeno, un documento strategico che punta a rafforzare gli interventi nelle scuole, nelle famiglie e sui territori.
A guidare il lavoro, l’assessora all’Istruzione e al Merito Elena Chiorino, che ha coordinato un tavolo tecnico multidisciplinare per costruire un piano «di ascolto e di azione». Tra le novità, un bando da 280 mila euro per finanziare progetti educativi e di prevenzione, 40 mila in più rispetto all’anno scorso. I fondi serviranno a sostenere campagne di sensibilizzazione, sportelli di ascolto, strumenti digitali e iniziative delle scuole piemontesi.
«Il bullismo è un fenomeno subdolo, che mina l’autostima dei più giovani e spesso si nasconde dietro lo schermo di un cellulare o di un pc. Con questo Piano, il Piemonte dimostra di voler intervenire in modo strutturale: non bastano le parole, servono strumenti concreti» ha sottolineato la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Paola Antonetto, presidente della VI commissione.
Dalla scuola al territorio
Il Piano arriva dopo una consultazione pubblica conclusa a fine maggio, che ha coinvolto scuole, famiglie, associazioni e professionisti del settore. Molte delle osservazioni sono state accolte nel testo finale, che mette al centro il ruolo educativo della scuola e la collaborazione con le famiglie.
«Abbiamo voluto ascoltare chi vive la scuola ogni giorno – docenti, dirigenti, studenti – e tradurre quei bisogni in misure operative. L’obiettivo non è punire, ma educare e responsabilizzare. La Regione deve essere accanto ai ragazzi, non solo quando il danno è fatto» ha aggiunto Antonetto.
Tra le azioni principali figurano il potenziamento del progetto “Patentino per lo smartphone”, già attivo in alcune province, e l’estensione del programma “Gruppo Noi”, pensato per sostenere gli studenti più fragili e prevenire l’isolamento sociale. Il nuovo Tavolo tecnico regionale avrà inoltre il compito di monitorare l’andamento del fenomeno, raccogliere dati e proporre nuove soluzioni in sinergia con scuole, enti locali e terzo settore. Anche il capogruppo Carlo Riva Vercellotti ha parlato di «un passo avanti importante” nella costruzione di una scuola “che educhi al rispetto e alla responsabilità, sostenuta da politiche chiare e risorse reali».
L’opposizione: «Serve più educazione alle differenze»
Soddisfazione, ma anche richieste di maggiore ambizione, arrivano dai banchi dell’opposizione. «Accogliamo con favore l’impegno della Regione sul fronte del benessere digitale e dell’uso consapevole dei dispositivi, un tema cruciale per la crescita dei minori – commenta Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. – Le istituzioni hanno il dovere di proteggere i più piccoli dagli effetti negativi di un’esposizione precoce alla rete». Ravinale ha ricordato l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che impegna la Regione a promuovere un percorso inter-istituzionale per redigere linee guida sull’uso dei dispositivi digitali nella fascia 0–18 anni, coinvolgendo ASL, Ordine dei Medici, Ufficio scolastico regionale e università.
Una sfida educativa per il futuro
Il nuovo Piano triennale punta dunque a rendere il Piemonte un modello di prevenzione e contrasto, non solo con regole e sanzioni, ma con un approccio educativo e partecipativo. Un percorso che – tra scuole, famiglie e istituzioni – vuole trasformare la lotta al bullismo in una sfida culturale, per costruire una comunità più consapevole e rispettosa.




