Dom, 11 Gen, 2026

Ivrea, una stella che unisce la città: al via lo Storico Carnevale 2026 tra tradizione, fede, sfilate e migliaia di persone in festa

Ivrea si è risvegliata ieri mattina, 6 gennaio,  nel segno della tradizione e dell’emozione. Migliaia di persone hanno invaso le strade del centro storico per lasciarsi avvolgere dal suono antico dei Pifferi e Tamburi, primo, inconfondibile richiamo dello Storico Carnevale di Ivrea. È così che, con un bagno di folla in Piazza di Città, alle 12 in punto del giorno dell’Epifania, si è ufficialmente aperta l’edizione 2026 della manifestazione più identitaria della città.

La mattinata è scivolata via tra musica, saluti e il tradizionale pranzo del Carnevale, momento conviviale che da sempre rinsalda legami e amicizie tra eporediesi vecchi e nuovi. Tavole imbandite, piatti della tradizione e racconti che si intrecciano hanno fatto da preludio a una giornata densa di significati civili e spirituali.

Il Generale e il passaggio della feluca e della sciabola

Cuore solenne dell’avvio è stato il Passaggio dei Poteri: la sciabola e la feluca sono passate dal Generale uscente al nuovo “cittadino designato”. A guidare la festa per il 2026 sarà Mario Livio Gusta, eporediese doc, classe 1966, figura profondamente legata al Carnevale. Dalle prime arance lanciate da adolescente tra i Tuchini del Borghetto fino ai ruoli organizzativi e associativi, il suo percorso racconta una dedizione lunga una vita. Da ieri il Generale è ufficialmente in carica;  Giovedì Grasso riceverà dal sindaco la fascia di primo cittadino, assumendo simbolicamente anche la responsabilità dell’ordine pubblico.

Il pomeriggio della memoria e della fede

Nel pomeriggio la città ha fatto un passo indietro nel tempo. Il Magnifico Podestà Gianni Girardi, affiancato dal Gruppo Storico I Credendari, ha guidato il corteo tra i luoghi simbolo di Eporedia. Dopo la Cerimonia del Sale e del Pane in Piazza di Città, la sfilata si è ricomposta alle 15.30 in piazza Ottinetti, dando vita a un grande corteo che ha raggiunto il Duomo.

Qui si è svolta la suggestiva, dopo la santa messa  la Cerimonia dei Ceri, officiata dal vescovo, Monsignor Daniele Salera. Un gesto antico: l’offerta del cero votivo come richiesta di protezione alla Madonna della città. Durante l’omelia, il vescovo ha tracciato un parallelo carico di significato: «Come la stella dell’Epifania ha guidato i Magi verso la grotta del Bambinello, così il Carnevale di Ivrea è la stella che unisce gli eporediesi, rinsaldando legami e facendo nascere nuovi affetti e nuove amicizie». Parole accolte in silenzio e commozione, a suggello di un rito che intreccia fede, storia e identità collettiva.

Verso il clou della festa più importante della città

Quelli dell’Epifania sono solo i primi passi di un cammino che accompagnerà Ivrea nelle prossime settimane. Il Carnevale proseguirà con le alzate degli Abbà e le sfilate dei carri da getto, fino al momento più atteso: l’uscita della Mugnaia e la celeberrima Battaglia delle Arance, quando la città tornerà a essere teatro di una delle rievocazioni storiche più spettacolari d’Italia.

Intanto, Ivrea ha già acceso la sua stella. E, come ogni anno, quella luce promette di guidare la comunità attraverso giorni di festa, memoria e condivisione.

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