Ven, 23 Gen, 2026

Torino

Torino dedica un giardino a Anna Rosa Gallesio Girola, simbolo di coraggio e libertà al femminile

Torino ha celebrato oggi la memoria di Anna Rosa Gallesio Girola, giornalista, partigiana e pioniera della politica femminile, con l’intitolazione del giardino all’angolo tra corso Cosenza e corso Unione Sovietica. Un omaggio a una figura che ha segnato la storia della città e del Piemonte nel Novecento.

Alla cerimonia era presente il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, insieme al Gonfalone dell’Ente, decorato con la Medaglia d’oro al valor civile per la Resistenza. Un riconoscimento carico di significato: il ruolo di Anna Rosa Gallesio Girola nella Provincia di Torino – oggi Città metropolitana – è stato infatti fondamentale per la crescita civile e sociale del territorio.

Chi era Anna Rosa Gallesio Girola

Nata nel 1912, Anna Rosa Gallesio Girola fu una giornalista piemontese, partigiana ed esponente del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Dopo la guerra, partecipò attivamente alla costruzione della democrazia italiana, portando nel giornalismo e nella politica la stessa passione civile che aveva animato la Resistenza.

Amava definirsi “una giornalista imprestata alla politica” – frase che divenne anche il titolo del volume a lei dedicato nel 2014 dalla Consulta dei Consiglieri e Amministratori della Provincia di Torino, a cura di Valeria Galliano e con la prefazione di Antonio Saitta.

Nel 1951, Gallesio Girola fece la storia: fu la prima donna eletta nel Consiglio provinciale di Torino nelle file della Democrazia Cristiana, incarico che mantenne fino al 1970. Dal 1965 al 1970 ricoprì la carica di assessora all’assistenza, distinguendosi per la visione innovativa e la concretezza delle sue azioni.

L’impegno per la salute mentale e i diritti delle madri

Come assessora, Anna Rosa Gallesio Girola si dedicò con grande impegno allo sviluppo dei Centri di igiene mentale, fondati nel 1958 – secondi in Italia – per favorire un approccio più umano e moderno alla cura psichiatrica, superando gradualmente la logica del manicomio.

Fu anche una presidente illuminata dell’Istituto per l’infanzia e la maternità. Nel 1968 promosse una riforma simbolica ma rivoluzionaria: inserire la parola maternità nella denominazione del brefotrofio. In una delibera di rara sensibilità, spiegò che la modifica mirava a “togliere quell’ombra di occultismo che ancora grava sulla cosiddetta maternità illegittima”, restituendo dignità e riconoscimento a tutte le madri.

L’eredità di una donna moderna e coraggiosa

«Anna Rosa Gallesio ha governato problemi complessi ha ricordato Suppo -. Ha affrontato una fase storica segnata dalla grande immigrazione dal Sud e dai drammi sociali che colpivano pazienti psichiatrici, bambini soli e famiglie in difficoltà. Lo ha fatto con lucidità, umanità e coraggio».

Scomparsa a Torino il 12 marzo 2010, all’età di 98 anni, Anna Rosa Gallesio Girola resta una figura di riferimento per chi crede nella politica come servizio, nella parità di genere e nella forza del giornalismo civile.

Oggi il suo nome, inciso nel cuore della città, ricorda a tutti che la libertà, la giustizia sociale e il rispetto per la dignità umana si costruiscono giorno dopo giorno, con passione e responsabilità.

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