Mar, 14 Lug, 2026

Acqua a bassa pressione: Milano chiede tempi certi per risolvere il problema, Sergnese replica "Basta fantasie"

Acqua a bassa pressione: Milano chiede tempi certi per risolvere il problema, Sergnese replica "Basta fantasie"

A Caselle Torinese la pressione dell'acqua continua a essere... bassa. Quella politica, invece, è decisamente salita. I disagi segnalati da mesi in diverse zone della città sono finiti al centro di un'interrogazione urgente del gruppo consiliare Progetto Caselle 2027, che chiede conto delle cause del problema e soprattutto dei tempi necessari per risolverlo.

«Da mesi molti cittadini convivono con un servizio che, soprattutto nelle ore di punta, non garantisce una pressione sufficiente. È nostro dovere chiedere chiarezza sulle cause del disservizio, sugli interventi previsti e sulle tempistiche», spiega il consigliere Endrio Milano, firmatario dell'interrogazione.

Milano chiede spiegazioni sulle interlocuzioni tra Comune e SMAT, sui tempi degli interventi, sull'eventualità di rimborsi in bolletta e arriva anche a domandare se possano esistere collegamenti tra il problema della rete idrica e le recenti notizie relative alle centrali idroelettriche lungo la Stura e al futuro insediamento del Data Center previsto a Caselle.

«Le segnalazioni ci sono, ma servono risposte tecniche, non teorie»

A rispondere è l'assessore ai Lavori Pubblici Stefano Sergnese, che conferma come l'Amministrazione abbia ricevuto numerose segnalazioni, soprattutto dalla zona di via Alle Fabbriche: «Anche noi abbiamo raccolto le lamentele dei cittadini e le abbiamo immediatamente trasmesse a SMAT. La risposta ricevuta parla di probabili perdite nel sottosuolo, particolarmente difficili da individuare. Si tratta di un'area fortemente antropizzata, con una richiesta d'acqua molto elevata, e con i tecnici di SMAT stiamo ragionando per individuare la soluzione più efficace».

Una spiegazione tecnica che, secondo l'assessore, richiede tempo e approfondimenti, ma che nulla ha a che vedere con alcune ricostruzioni circolate negli ultimi giorni.

«L'acqua della Stura? Ma non scherziamo»

È sul passaggio dell'interrogazione che richiama allo sfruttamento delle centrali idroelettriche sul fiume Stura da parte di Aruba, che Sergnese lascia spazio a una punta di ironia: «Ma non scherziamo. Le centrali idroelettriche sulla Stura esistono da anni e producono energia elettrica, non acqua potabile. Alcune aziende del territorio sfruttano regolarmente quei salti d'acqua per generare energia da immettere nella rete elettrica. Pensare che SMAT possa semplicemente prelevare quell'acqua e distribuirla negli acquedotti significa ignorare come funziona il servizio idrico».

L'assessore ricorda infatti che l'acqua destinata al consumo umano deve essere sottoposta a complessi processi di potabilizzazione e che gli impianti idroelettrici non sono collegati alla rete acquedottistica. Le recenti notizie riguardano esclusivamente l'acquisizione di alcune centrali idroelettriche lungo la Stura da parte di Aruba per incrementare la produzione di energia rinnovabile destinata ad alimentare i propri data center, non la gestione dell'acqua potabile.

Il nodo resta la rete idrica

Al di là delle schermaglie politiche, resta il problema denunciato da molti residenti. L'Amministrazione conferma di essere in contatto con SMAT per individuare le perdite e programmare gli interventi necessari, mentre l'opposizione chiede tempi certi e una relazione pubblica sulle cause del disservizio.

Nel prossimo Consiglio comunale il tema tornerà inevitabilmente al centro del confronto. Con una certezza: per risolvere il problema serviranno probabilmente più escavatori e meno fantasie.

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