C'è un voto che, probabilmente, segnerà il dibattito sul nuovo Piano Regolatore di San Mauro Torinese molto più del suo stesso esito.
Perché quando si parla di un'area che gli stessi documenti urbanistici definiscono soggetta a importanti criticità idrogeologiche, la domanda diventa inevitabile: è davvero prudente concentrare proprio lì una parte così consistente dello sviluppo futuro di San Mauro?
È questa la questione che il consigliere Roberto Olivero (Forza Italia) ha portato in Consiglio comunale con una mozione chiedendo lo stralcio del comparto RU.O.2 - Distretto Oltrepò, invitando tutti i colleghi a "togliersi la giacchetta politica" e a ragionare esclusivamente nell'interesse dei cittadini.
Roberto Olivero (Forza Italia)
Se serve così tanta prudenza, perché costruire proprio lì?
Olivero non ha contestato genericamente il Piano Regolatore che per altro, ancora è in itinere. Ha puntato il dito su un comparto ben preciso.
Quello che la stessa documentazione della variante individua come area interessata da particolari prescrizioni idrogeologiche, nella quale le future edificazioni dovranno rispettare rigorosi vincoli tecnici, specifiche limitazioni costruttive e persino particolari tutele contrattuali nei confronti dei futuri acquirenti (concede la manleva al Comune, ossia una sorta di liberatoria da qualsiasi responsabilità in caso di alluvione).
Un'area che porta ancora i segni della storia alluvionale di San Mauro.
Da qui la conclusione del consigliere di Forza Italia.
Se servono tutte queste prescrizioni per poter costruire, forse la scelta più responsabile è stralciare.
Una posizione condivisa dall'intera opposizione.
Bongiovanni: "Metà della crescita prevista finisce proprio lì"
Marco Bongiovanni (Movimento 5 Stelle)
A rendere ancora più pesante il dibattito è stato l'intervento di Marco Bongiovanni (Movimento 5 Stelle).
Il consigliere ha ricordato come circa la metà dell'incremento degli abitanti previsto dal nuovo Piano Regolatore sia destinato proprio al comparto Oltrepò. Un dato che cambia completamente la prospettiva.
Non si discute infatti di poche abitazioni. Si discute dell'area destinata ad assorbire una parte significativa dello sviluppo della città.
Ed è proprio questo il punto politico.
È una scelta davvero prudente far crescere San Mauro proprio nella zona che tutti riconoscono come la più delicata sotto il profilo idrogeologico?
Una domanda rimasta sostanzialmente senza una risposta definitiva.
La maggioranza si spacca
Sul piano politico il voto lascia un'altra fotografia significativa.
La maggioranza, infatti, non è rimasta compatta. I consiglieri Graziella Nicosia e Giuseppe Spiandore, entrambe del Partito Democratico, hanno scelto di votare insieme alle opposizioni, condividendo la richiesta di stralcio del comparto.
Graziella Nicosia (Partito Democratico)
Un segnale politico tutt'altro che marginale.
Così come ha fatto discutere la posizione del consigliere Riccardo Carosso, che durante il dibattito aveva annunciato il proprio voto favorevole salvo poi cambiare orientamento e decidere di non partecipare al voto.
La difficile difesa della Commissione Urbanistica
Tra gli interventi della maggioranza non ha convinto quello della presidente della Commissione Urbanistica Anna Maria Barbero (PD).
Anna Maria Barbero (PD, Presidente Commissione Urbanistica)
Il suo tentativo di difendere l'impostazione del Piano è apparso a molti presenti poco lineare e difficilmente comprensibile, senza entrare realmente nel merito delle criticità evidenziate dalla mozione.
Non è un caso che proprio durante il dibattito Roberto Pilone (Lega) abbia ricordato come la Commissione Urbanistica si sia riunita una sola volta e per pochi minuti, senza consentire ai consiglieri di intervenire o confrontarsi con i tecnici.
Una critica che ha inevitabilmente riacceso il tema del metodo con cui la variante sta procedendo.
Guazzora: "Ci fidiamo del lavoro dei tecnici"
La difesa più forte è arrivata dalla sindaca Giulia Guazzora.
La sindaca Giulia Guazzora
La prima cittadina ha rivendicato il lavoro svolto in quasi quattro anni di elaborazione del Piano Regolatore, ricordando il contributo dell'Ufficio di Piano, dei geologi e dei professionisti incaricati.
Più che contestare le criticità evidenziate da Olivero, la sindaca ha insistito sul fatto che saranno proprio le prescrizioni tecniche, unite alle future decisioni della Regione e alle verifiche caso per caso, a garantire la sicurezza delle eventuali edificazioni.
Ha inoltre ricordato che il principio ispiratore dell'intera variante resta il consumo di suolo zero e che la stessa Amministrazione ha recentemente eliminato altre previsioni edificatorie.
Una difesa istituzionale che però non è bastata a convincere le opposizioni, né a ricompattare la maggioranza.
Una questione destinata a tornare
Alla fine la mozione è stata bocciata. Ma il voto lascia sul tavolo due questioni che difficilmente si esauriranno con questa seduta.
La prima riguarda il merito: ha senso pianificare una consistente crescita della popolazione in un comparto che richiede già oggi così tante prescrizioni per il rischio idrogeologico? La seconda è tutta politica.
Perché il voto ha mostrato una maggioranza fragile su uno dei progetti simbolo dell'Amministrazione Guazzora.
E quando si discute del futuro urbanistico di una città, le crepe politiche rischiano di pesare quasi quanto quelle del terreno.

