C'è un punto che merita di essere sottolineato prima ancora di entrare nel merito della polemica. Le email interne tra amministratori, salvo casi particolari di interesse pubblico, dovrebbero restare riservate. È una regola non scritta di correttezza istituzionale, perché le comunicazioni di lavoro non sono pensate per alimentare il dibattito politico pubblico. A San Mauro Torinese, però, il clima è ormai talmente acceso che anche una mail interna diventa un comunicato pubblico.
Il caso nasce da uno stralcio di una mail attribuita al consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Bongiovanni sull'intitolazione di un parco a Tina Anselmi: «Credo che San Mauro abbia ben altre priorità rispetto all'intitolazione di un'area ad una partigiana che ha promosso la legge sulle pari opportunità. Una figura che probabilmente si rivolterebbe nella tomba, vedendo che l'omaggio arriva da un'amministrazione incapace persino di rispettare le quote rosa».
Parole che, lette così, hanno inevitabilmente suscitato reazioni. Ma è altrettanto legittimo chiedersi se il consigliere non si sia espresso in modo infelice, sintetizzando eccessivamente una figura che nessuno può seriamente ridurre alla definizione di "una partigiana che ha promosso una legge".
Perché Tina Anselmi è molto di più: è una delle madri della Repubblica, prima donna ministro, protagonista della nascita del Servizio Sanitario Nazionale e presidente della Commissione parlamentare sulla P2. Su questo il comunicato della Lista Guazzora ricostruisce correttamente il profilo storico e istituzionale della statista veneta.
Il comunicato della Lista Guazzora convince... fino a un certo punto
La maggioranza difende giustamente la memoria di Tina Anselmi e ricorda il valore simbolico della sua figura, sostenendo che dedicarle un parco significhi riconoscere una protagonista della storia repubblicana.
Fin qui, difficilmente qualcuno potrebbe dissentire.
Il problema nasce quando il comunicato prova a liquidare come "fuori bersaglio" il riferimento alle pari opportunità.
Perché qui non si parla di interpretazioni politiche, ma di un dato oggettivo.
La Legge Delrio resta un problema aperto
Il consigliere Bongiovanni collega infatti il ricordo di Tina Anselmi al tema della rappresentanza femminile nella Giunta comunale. È un collegamento che può apparire politicamente provocatorio e probabilmente espresso con toni eccessivi. Ma il punto sostanziale resta.
Ad oggi la Giunta Guazzora continua infatti a non rispettare l'equilibrio di genere previsto dalla Legge Delrio, tema già più volte evidenziato anche nel dibattito politico cittadino e rimarcato con enfasi dal consigliere Roberto Pilone (Lega) al Consiglio comunale dello scorso 6 luglio.
È un fatto amministrativo, non un'opinione.
Ed è proprio questo l'aspetto che finisce per creare una evidente stonatura nel comunicato della Lista Guazzora.
Da una parte si richiama, giustamente, Tina Anselmi come simbolo delle pari opportunità e della presenza femminile nelle istituzioni; dall'altra permane una situazione amministrativa che continua a essere contestata proprio sotto il profilo del rispetto della normativa sulla rappresentanza di genere.
Una contraddizione che rende meno efficace una replica altrimenti condivisibile nella difesa della figura di Tina Anselmi.
Memoria e amministrazione non sono alternative
Resta poi un altro tema, forse il più importante.
Sostenere che una città abbia altre priorità non significa necessariamente negare il valore della memoria storica. Un'amministrazione può e deve occuparsi contemporaneamente dei problemi quotidiani e dei simboli che rappresentano la comunità.
Intitolare un parco a Tina Anselmi non impedisce di asfaltare una strada o risolvere problemi urbanistici. Così come amministrare bene non esonera dal rispettare pienamente i principi che quella stessa figura rappresenta.
Alla fine, questa vicenda lascia due insegnamenti.
Il primo è che forse il consigliere Bongiovanni avrebbe potuto scegliere parole più attente per descrivere una personalità che appartiene alla storia della Repubblica.
Il secondo è che la Lista Guazzora, nel rivendicare la lezione di Tina Anselmi, dovrebbe forse evitare di archiviare con troppa fretta una questione – quella del rispetto della Legge Delrio sulla rappresentanza femminile in Giunta – che resta aperta e sulla quale, al di là delle polemiche, i fatti continuano a parlare da soli.
Ed è proprio questo, più delle reciproche accuse, il vero nodo politico che continua a emergere.

