La manifestazione di ieri, venerdì 15 novembre, il cosiddetto No Meloni Day, presentata come mobilitazione contro il Governo, si è trasformata nell’ennesimo scenario di violenza in strada. Otto agenti delle Forze dell’Ordine sono rimasti feriti durante gli scontri, confermando un trend preoccupante nelle manifestazioni a Torino.
Il Segretario Generale Provinciale di FSP Polizia di Stato, Luca Pantanella, condanna duramente quanto accaduto: «Scontri gratuiti orchestrati nel nome di una finta democrazia».
Secondo il sindacato, ciò che accade non è frutto del caso ma «un uso programmato della violenza per imporre il proprio pensiero».
Askatasuna e violenza di piazza: l’accusa della Polizia
Nel cuore della polemica torna il Centro Sociale Askatasuna, definito da FSP Polizia «centrale operativa dei criminali antidemocrazia».
Pantanella denuncia la regia di Askatasuna durante il No Meloni Day: «Approfittano di ogni manifestazione per reclutare nuove leve e colpire chi rappresenta lo Stato».
Lanci di tombini ed estintori vengono indicati come segnali di una violenza crescente: «Altro che attivismo pacifico, è il preludio a un’escalation che non possiamo più tollerare».
Il sindacato punta il dito anche contro il “perbenismo” che impedirebbe agli agenti di reagire in modo adeguato, creando «un clima che ostacola la legittima difesa dello Stato e dei suoi operatori».
Torino e politica locale nel mirino: “Complicità elettorale”
Duro anche l’attacco all’Amministrazione torinese, accusata di aver sottovalutato la questione per convenienza politica.
«Non si può continuare a contare i feriti mentre i violenti si autoalimentano di odio» afferma Pantanella.
«La politica locale, a cominciare dal Sindaco di Torino, ha sempre minimizzato il fenomeno perché avere l’appoggio di Askatasuna fa comodo in vista delle elezioni».
Il sindacato non usa giri di parole: «Essere alleati dei delinquenti portatori di violenza equivale a un tradimento della Patria e dei valori della Costituzione».
Richiesta di intervento immediato: “Fermare Askatasuna ora”
La conclusione è una richiesta di azione netta e risolutiva.
«Esigiamo un intervento definitivo contro i violenti e contro Askatasuna. Non è più il tempo dei silenzi complici».
Una posizione che promette di alimentare il dibattito politico nei prossimi giorni, soprattutto dopo gli scontri del No Meloni Day.

