C’è un filo sottile che unisce passato e presente, memoria e futuro. Lo hanno scoperto i giovani attori della scuola di teatro Orme in viaggio, protagonisti di un percorso che li ha condotti nel cuore della storia, sulle tracce di Guglielmo da Volpiano, monaco e architetto visionario che oltre mille anni fa seppe imprimere un segno indelebile in Europa.
Martedì 9 settembre, nell’ambito del progetto “Territori in luce”, i ragazzi hanno varcato le porte dell’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese. Non una semplice visita, ma un’esperienza immersiva: tra pietre millenarie e silenzi carichi di spiritualità, hanno camminato sulle fondamenta di ciò che Guglielmo riuscì a edificare in soli tre anni, immaginando lo splendore di un’epoca lontana che torna a vibrare sotto i loro passi.
«Toccare con mano questi luoghi significa avvicinare i ragazzi a una storia che nasce a Volpiano e che li accompagna a riscoprirne il valore e l’attualità» racconta l’assessora alla Cultura Barbara Sapino, sottolineando l’obiettivo di un progetto che vuole accendere la passione dei giovani per figure che, pur lontane nel tempo, continuano a parlare al presente.
Il percorso condurrà i giovani attori fino al debutto dello spettacolo dedicato proprio a Guglielmo, in programma domenica 12 ottobre, alle 21, nella Sala "Maria Foglia". Sarà il culmine di un viaggio emotivo e culturale: dalle suggestioni raccolte tra le mura dell’Abbazia nascerà una narrazione viva, capace di intrecciare storia e teatro, memoria collettiva e talento giovanile.
Non soltanto uno spettacolo, dunque, ma un ponte ideale tra generazioni, un modo per rafforzare il legame dei ragazzi con le proprie radici. Perché conoscere Guglielmo significa riscoprire non solo un uomo straordinario, ma anche l’anima di un territorio che, ancora oggi, continua a illuminare chi vi cammina sopra.

