Mar, 23 Lug, 2024

Tutti potremmo fare qualcosa per l'ambiente se avessimo la cultura che la nostra casa è il mondo intero

Tutti potremmo fare qualcosa per l'ambiente se avessimo la cultura che la nostra casa è il mondo intero

Ambiente. Se ne parla molto, si fanno molte ipotesi, progetti, situazioni a scadenza, soprattutto si specula molto, Argomento altisonante, ne siamo tutti coinvolti, a livelli diversi, e a livelli diversi ci comportiano, spesso la consapevolezza finisce con qualche proposito passeggero, qualche slogan che arriva da personaggi che si pongono con il cipiglio di cambiare il mondo, ci fanno sentire piccoli e peccatori perchè non urliamo pubblicamento il nostro sdegno... poi lunghi silenzi... rispuntano e si ripropongono sempre più accigliati e vorrebbero vederci sempre più autoflagellati!

Ne abbiamo visti molti, ho una mia definizione ma non sta bene, Dopo un po' scompaiono, si danno alla politica, alcuni al cinema: mutazione di schemi, cambiamento di scenari, diverse consapevolezze, ecc. 

Il 6 giugno è stata la giornata mondiale dell'Ambiente, ho seguito un po' di mezzi di informazione, annunci stringati, brevi commenti. La campagna elettorale ci ha fustigato con proclami paradossali e farlocchi, nonostante ciò non ho trovato nulla che affrontasse l'argomento in modo approfondito e veritiero, dai proclami alla realtà sappiamo quanto ci corre, ma qui non si è corso nemmeno il rischio di parlarne, non mi sento di definirla onestà intellettuale, semplicemente un tirarsi fuori da problematiche ormai irrisolvibili se non con piani di emergenza.

Chi potrebbe parlare di ambiente sono coloro che l'ambiente lo vivono, con le mani nel fango delle alluvioni, con le pale a sistemare sentieri e strade, con le cesoie a sfrondare grovigli di rovi, ormai padroni di interi territori, parliamo di volontari, spina dorsale di un sistema smidollato.

Senza andare lontano pensiamo alle sponde del nostro fiume, lo Stura, in alcuni punti poco praticabile, ovunque mal curato. Un territorio che potrebbe diventare una piacevole oasi di bellezza. Perchè la vera bellezza è un prato ben rasato, una siepe curata, una aiuola fiorita e senza erbacce, è provato quanto benefico possa essere un paesaggio con simile caratteristiche.

In questa giornata il mio pensiero è andato anche ad un progetto realizzato dal 1996 al 2015, anno della sua chiusura, nel giardino del vecchio Baulino, da un piccolo gruppo di volontari per lo più inesperti, che avevano in comune la voglia di fare qualcosa. Anni all'insegna della fatica, spesso della poca gratitudine per non parlare dell'indifferenza, ma in questi casi affiorano le vere motivazioni, vedere uno spazio recuperato dalle erbacce e vederci crescere solo cose belle. In quegli anni abbiamo visto accrescere le nostre conoscenze e le nostre competenze, conosciuto personaggi che hanno messo a disposizione la loro esperienza e il loro tempo, ospitato decine e decine di classi della scuola primaria e del prestigioso circuito di Gran Tour, un po' meno di nostri concittadini, il Baulino era e rimaneva una struttura per anziani, con i quali abbiamo intrattenuto rapporti che si potevano definire familiari, affetto reciproco, grande rispetto, i nostri migliori estimatori, anche se ogni tanto ci scappava un “ma chi ve lo fa fare”?

Una importante e significativa esperienza, fra di noi con rapporti che ad oggi sussistono ancora, conoscenza di una materia senza confini, attraversa l'alimentazione, la salute, alimenta una curiosità sempre crescente, si creano una rete di contatti reali e virtuali. Il risultato alla fine era semplicemente eccezionale.

Il mensile Gardenia ci aveva dedicato un articolo, durante il mese di maggio, durante la fioritura di decine e decine di piante di rose di ogni genere e specie. Un giorno tutto finì con la chiusura della struttura, praticamente per noi senza preavviso, oggi se ne ripropone la riapertura con destinazione d'uso diversa. Non oso immaginare lo stato del giardino ma sono sicura che dentro quelle vetuste mura, la cui protezione climatica che permettava la realizzazione di fioriture impossibili e la crescita di centinaia di esemplari, ci sono ancora radici che lavorano, foglie e fiori che aspettano di essere liberati e ripuliti per riprendersi, cespugli che vorrebbero essere potati. 

E' stata la dimostrazione che tutti possiamo cambiare l'aspetto delle cose, la faccia delle nostre città e dei nostri paesi, ci sarebbero meno strade allagate se solo venissero puliti i tombini, meno alberi cadrebbero se potati regolarmente, meno cestini ricoperti da rifiuti o distrutti e tanto altro ancora se avessimo la cultura che la nostra casa non finisce sul nostro zerbino, la nostra casa è il mondo intero!

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